Giulio Einaudi editore

Quando l’Italia era una superpotenza

Il ferro di Roma e l'oro dei mercanti
Copertina del libro Quando l’Italia era una superpotenza di Giorgio Ruffolo
Quando l’Italia era una superpotenza
Il ferro di Roma e l'oro dei mercanti
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Giorgio Ruffolo accompagna il lettore in un affascinante viaggio nei due piú gloriosi e cruciali momenti della nostra storia: dalla Roma dei re, dei senatori e degli imperatori che ha conquistato l'intero mondo conosciuto con il ferro della spada, alle Repubbliche italiane - Pisa, Amalfi, Genova, Venezia, Firenze, Milano - che con l'oro dei commerci risollevarono le sorti dell'Italia.

2008
ET Saggi
pp. X - 318
€ 11,50
ISBN 9788806175146

Il libro

Con una nuova prefazione dell’autore.

Perché Roma, nata come emporio, divenne padrona del mondo? Perché le sue lotte interne ne alimentarono l’espansione esterna? E ancora. Perché le Repubbliche del Medioevo si nutrirono delle due grandi civiltà mediterranee, Bisanzio e l’Islam, sostituendole nell’egemonia? Perché ai secoli bui dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente segue un risveglio italiano che alimenterà quello europeo fino a fondare una nuova egemonia?
Giorgio Ruffolo risponde a queste domande accompagnando il lettore in un affascinante viaggio nei due piú gloriosi e cruciali momenti della nostra storia: dalla Roma dei re, dei senatori e degli imperatori che ha conquistato l’intero mondo conosciuto con il ferro della spada, alle Repubbliche italiane – Pisa, Amalfi, Genova, Venezia, Firenze, Milano – che con l’oro dei commerci risollevarono le sorti dell’Italia.
Attraverso il racconto degli eventi storici e dei protagonisti, le strutture economiche e le grandi correnti sociali, ma anche gli aneddoti e le leggende, Ruffolo mette a confronto due epoche di indiscussa superiorità mondiale da cui emergono i tratti caratteristici dell’identità italiana, le sue continuità e le sue discontinuità.
Un reportage avvincente che si legge come un romanzo, un saggio che non cede mai alle semplificazioni e che non esita a sottolineare le occasioni mancate e le alternative possibili con uno sguardo rivolto sempre al nostro intricato presente.

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