Giulio Einaudi editore

Ruggine americana

Ruggine americana
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Cosa succede quando il sogno di una nazione arrugginisce accanto agli scheletri delle acciaierie dismesse e alle rovine delle industrie abbandonate? Succede che la fine del sogno si ripete, ogni giorno, nei sogni infranti dei suoi abitanti.
Isaac ha vent'anni, è timido e insicuro ma ha il cervello di un genio. Billy, invece, non sarà molto sveglio, ma è grande e grosso e quando c'è da menare le mani sa farsi valere. La scelta di Isaac di scappare di casa metterà in moto una serie di eventi tanto imprevedibile quanto tragica.

2010
I coralli
pp. 434
€ 19,50
ISBN 9788806197148
Traduzione di

Il libro

A Buell, in Pennsylvania, il sogno americano prende la ruggine accanto alle fabbriche chiuse e alle acciaierie dismesse: sembra un paesaggio da dopobomba ma l’unica bomba che è scoppiata a Buell è quella della crisi economica, delle produzioni dislocate in Asia o in Sud America, degli impianti che chiudono e degli operai senza più un impiego e un’identità. Il lavoro che se ne va lascia dietro di sé una comunità in cui la fine del sogno di una nazione si ripete, ogni giorno, nei sogni infranti dei suoi abitanti. Come quelli di Isaac English: vent’anni, timido, insicuro, ha il cervello di un genio ma il college rimane un sogno da quando la madre si è suicidata e lui, qualche tempo dopo, ha tentato di imitarla. Sarebbe morto se non l’avesse salvato Billy Poe. Billy, da parte sua, non è molto sveglio, ma in compenso è grande e grosso: a scuola era un campione di football tanto da guadagnarsi una borsa di studio per l’università. Andarsene avrebbe significato stare alla larga dai guai (in cui ha la malsana abitudine di ficcarsi) ma ad abbandonare sua madre e la baracca in cui vivono non ce l’ha proprio fatta.
Poi un giorno, dopo anni passati ad accudire il padre invalido, Isaac decide – con una di quelle sue idee un po’ ingenue e un po’ lucidissime – di scappare di casa e partire per la California. Appena fuori città si imbatte nell’amico Billy e quando scoppia un temporale decidono di ripararsi in un capannone abbandonato: l’incontro con tre senzatetto darà inizio a un’imprevedibile catena di eventi che segneranno per sempre le vite di Isaac, Billy e degli altri personaggi di cui Philipp Meyer ci racconta la storia e i pensieri.
Perché anche se Ruggine Americana ha il ritmo inesorabile del noir, è nella testa dei personaggi, anzi nelle loro coscienze, che si compiono le tragedie più grandi.

«È roba forte, questa, roba che va al sodo. Philipp Meyer merita di essere preso seriamente».
Pete Dexter

«Da decenni ormai non si vedeva un romanzo di tale splendore, padronanza e originalità. Ruggine americana ha una vena oscura che inquieta il lettore mentre lo avvince con la sua vivacità».
Patricia Cornwell

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