Giulio Einaudi editore

La terra della menzogna

Copertina del libro La terra della menzogna di James Crumley
La terra della menzogna
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

In un Texas violento, selvaggio e molto alcolico, una scatenata avventura del detective Milo Milodragovitch. Una storia dove niente è come appare, e nessuno è come pretende di essere. Il ritorno molto atteso del romanziere considerato un maestro assoluto dai nuovi scrittori noir, come Michael Connelly e George Pelecanos.

2002
Stile Libero Big
pp. 365
€ 14,00
ISBN 9788806160142
Traduzione di

Il libro

Milo Milodragovitch è venuto ad abitare in Texas, dove si è comprato un bar e ha ripreso la licenza di detective privato. Per non crepare di noia accetta di occuparsi di casi di ordinaria amministrazione. Durante uno di questi entra in collisione con un nero gigantesco che ha appena fatto fuori un noto spacciatore. I poliziotti locali, cui non par vero di poter spedire un uomo di colore nel corridoio della morte, premono su Milo perché li aiuti ad acciuffare il colpevole¿ Comincia una storia di omicidi e vendette, ma anche di umorismo e tenerezza. Milo si ritroverà sempre piú solo nella sua condizione di reduce incapace di adattarsi alle mutazioni del presente. Risponderà con le armi dei suoi avversari e il romanzo sarà percorso da una vena di violenza a volte insostenibile, fino al durissimo scioglimento che mette a nudo tutte le menzogne. Compresa quella che per gente come Milo possa da qualche parte esistere una terra promessa. Il libro che conferma Crumley come uno dei piú intensi eredi della grande tradizione americana.

«La terra della menzogna ha l’impatto di una Cadillac Eldorado piena zeppa di casse di bourbon e lanciata a tutta velocità».

«The New York Times Book Review»

«James Crumley è tornato, e valeva proprio la pena aspettarlo cosí a lungo».

George Pelecanos

«La piú grande ispirazione per Michael Connelly, per George Pelecanos, per il sottoscritto… James Crumley è come la Bibbia».

Dennis Lehane

«Saccheggio Chandler a piene mani. Lo diceva anche Eliot: i cattivi scrittori copiano, i buoni rubano. Questa, lui l’aveva rubata a un poeta francese».

James Crumley

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