Giulio Einaudi editore

La bellezza delle cose fragili

La bellezza delle cose fragili
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Questa è la storia di una famiglia.
La storia dei modi semplici e devastanti in cui una famiglia può dividersi.
La storia dei modi, ogni volta unici e miracolosi, in cui una famiglia può riunirsi.
Tra il Ghana e gli Stati Uniti, tra Londra e la Nigeria, la famiglia Sai percorrerà ogni strada per tornare insieme. Anche i sentieri piú tortuosi: quelli interiori.

***

«Selasi va oltre al rinnovamento della nostra idea di romanzo africano: reinventa la nostra idea di romanzo, punto».

Teju Cole, autore di Città aperta

2013
Supercoralli
pp. 344
€ 19,00
ISBN 9788806208028
Traduzione di

Il libro

Kweku Sai è morto all’alba, davanti al
mare della sua casa in Ghana. Quella casa
l’aveva disegnata lui stesso su un tovagliolino
di carta, tanti anni prima: un rapido
schizzo, poco piú che un appunto, come
quando si annota un sogno prima che
svanisca. Il suo sogno era avere accanto a
sé, ognuno in una stanza, i quattro figli e
la moglie Fola. Una casa che fosse contenuta
in una casa piú grande – il Ghana,
da cui era fuggito giovanissimo – e che, a
sua volta, contenesse una casa piú piccola,
la sua famiglia.

Ma quella mattina Kweku è lontano dai
suoi figli e da Fola. Tra loro, adesso, ci sono
«chilometri, oceani, fusi orari (e altri
tipi di distanze piú difficili da coprire, come
il cuore spezzato, la rabbia, il dolore
calcificato e domande che per troppo tempo
nessuno ha fatto)». Perché il chirurgo
piú geniale di Boston, il ragazzo prodigio
che da un villaggio africano era riuscito
a scalare le piú importanti università statunitensi,
il padre premuroso e venerato,
il marito fedele e innamorato, oggi muore
lontano dalla sua famiglia? Lontano da
Olu, il figlio maggiore, che ha seguito le
orme del padre per vivere la vita che il
genitore avrebbe dovuto vivere. Lontano
dai gemelli, Taiwo e Kehinde, la cui miracolosa
bellezza non riesce a nascondere
le loro ferite. Lontano da Sadie, dalla sua
inquietudine, dal suo sentimento di costante
inadeguatezza. E lontano da Fola,
la sua Fola.

Ma le cose che sembrano piú fragili, come
i sogni, come certe famiglie, a volte
sono quelle che si rivelano piú resistenti, quelle che si scoprono piú forti della Storia
(delle sue guerre, delle sue ingiustizie)
e del Tempo.

L’esordio di Taiye Selasi è un romanzo
su una famiglia contemporanea, un affresco
potente e vertiginoso del mondo globalizzato
(non a caso è stata proprio lei a
coniare il termine, subito entrato nel linguaggio
comune, di «afropolitan» per descrivere
quei figli dell’immigrazione degli
anni Sessanta e Settanta, brillanti, privi
di complessi d’inferiorità, lontani da ogni
stereotipo «etnico»), ma anche un’elegia,
delicata, intima, sulla perdita e sulla bellezza.

***

«Fatevi scappare La bellezza delle cose fragili e vi perderete
uno dei migliori nuovi romanzi della stagione».


«The Economist»

***

«Questo libro sembra contenere il mondo intero,
non lo dimenticherò mai».


Elizabeth Gilbert, autrice di Mangia, prega, ama