Giulio Einaudi editore

Sul tetto c’è Mendelssohn

Sul tetto c’è Mendelssohn
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«Nei romanzi comparivano i gangster o i pistoleri del Far West, e anche loro si ubriacavano e si mettevano a sparare alla gente, ma si trovava sempre uno sceriffo che poi li toglieva di mezzo»

2023
Letture Einaudi
pp. VIII - 304
€ 20,00
ISBN 9788806257569
A cura di
Traduzione di

Il libro

In questo romanzo corale ambientato nella Praga occupata dai tedeschi ironia e tragedia si intrecciano con uno stile originalissimo, apprezzato da Philip Roth che considerava Weil un grandissimo scrittore. L’episodio che dà il titolo al libro è quello in cui Heydrich ordina di rimuovere la statua di Mendelssohn dal tetto del Conservatorio. Ma l’impiegato del Comune, aspirante SS, non sa la storia della musica e pensa di buttar giú la statua col naso piú grosso. Che è Wagner… Ma non mancano episodi ben piú drammatici, alcuni strazianti. In tutti i racconti del libro si respira un’atmosfera assurda, in cui si può morire per futili motivi o ci si può salvare per un colpo di fortuna. Tutto è aleatorio e slegato da ogni logica.

 

Heydrich continuava a osservare attentamente la balaustra. All’improvviso, però, il suo volto si era contratto nell’espressione d’una rabbia e di un odio feroci. Com’è possibile, che schifezza è mai questa, com’era potuto accadere che avesse tenuto il suo discorso in un edificio sul cui tetto svetta quella statua nauseabonda? Una simile vergogna, una simile umiliazione… perché nessuno ha pensato d’ispezionare l’edificio prima che venisse consacrato all’arte tedesca? «Giesse», aveva urlato di colpo, indicando col braccio la balaustra, «faccia immediatamente in modo che quella statua venga rimossa. Telefoni questa notte stessa al Comune, ci dev’essere certo qualcuno di servizio. È intollerabile, è inuaudito, è una negligenza peggiore ancora che non l’alto tradimento. Sul tetto c’è Mendelssohn!»

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