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Jiri Weil
Jiří Weil nasce a Praskolesy (Boemia centrale) nel 1900. A vent'anni frequenta i poeti e i prosatori dell'avanguardia ceca, scopre la cultura sovietica e comincia a tradurne gli scrittori e a scriverne sulla stampa periodica. Nel 1925 entra nel Partito comunista. Nel 1928 conclude gli studi di letteratura comparata con una tesi su Gogol'. In seguito alla crisi economica dei primi anni Trenta, viene mandato a Mosca a lavorare per la casa editrice del Comintern. Rimane a Mosca dal 1933 al '35, prima di essere sfiorato dalle purghe staliniane ed espulso dal Partito. Dopo un periodo di esilio in Asia centrale, torna in Cecoslovacchia e nel 1937 pubblica il suo primo romanzo, La frontiera di Mosca, sullo sfondo della sua esperienza di quegli anni. Durante l'occupazione nazista della Cecoslovacchia scampa alla deportazione, in quanto ebreo, simulando il suicidio tra i flutti della Vltava e vivendo poi in clandestinità, nascosto in casa di amici, fino all'insurrezione del maggio '45. Dopo la guerra scrive due romanzi ambientati nella Praga del Protettorato: Una vita con la stella (1949, Einaudi 2026) e Sul tetto c'è Mendelssohn (uscito postumo nel 1960 e pubblicato da Einaudi nel 2023). Muore a Praga nel 1959.