Copertina

Philip Roth


L'umiliazione


2010
Supercoralli
pp. 116
€ 17,50
ISBN 9788806200923

Traduzione di Vincenzo Mantovani

Simon Axler, uno dei più grandi attori teatrali della sua generazione, ha perso la capacità di recitare. I suoi Falstaff e Peer Gynt e Vanja, tutti i grandi ruoli, «si sono sciolti in aria, in aria sottile», la magia è finita. Potrà un singolare desiderio erotico consolarlo per quella vita ridotta all'osso?

Altre edizioni: L'umiliazione. 2011. Super ET
L'umiliazione. 2010. EBOOK Paperback

Il libro

Dopo le cupe meditazioni sulla mortalità e la fine in Everyman e Il fantasma esce di scena, e l'amara ironia di uno sguardo retrospettivo sulla giovinezza in Indignazione, Roth aggiunge un altro inquietante tassello all'opera dei suoi ultimi anni.

Tutto è finito per Simon Axler, il protagonista del nuovo conturbante libro di Philip Roth. Simon, uno dei più grandi attori teatrali della sua generazione, ha superato i sessant'anni e ha perso la sua magia, il suo talento e la sua sicurezza. Quando sale sul palcoscenico si sente un pazzo e si vede un idiota. La sua fiducia nelle proprie capacità è evaporata; s'immagina che la gente rida di lui; non riesce più a fingere di essere qualcun altro. «È scomparso qualcosa di fondamentale». La moglie se n'è andata, il pubblico l'ha abbandonato, il suo agente non sa come convincerlo a tornare in scena.
In questo atroce resoconto di un'inspiegabile e terrificante autodistruzione, emerge il contraltare di un insolito desiderio erotico, certo una consolazione in quella vita spogliata di tutto, ma tanto rischiosa e aberrante da frustrare ogni speranza di conforto e gratificazione per puntare dritto verso un finale ancora più cupo e rovinoso. In questo lungo viaggio verso la notte, raccontato da Roth con l'inimitabile urgenza, bravura e serietà di sempre, tutti i mezzi che usiamo per convincerci della nostra solidità, tutte le rappresentazioni che nella vita diamo di noi stessi - talento, amore, sesso, speranza, energia, reputazione - vengono messi a nudo.

Recensioni

«Elegante e brutale... diretto e incalzante, un'allucinazione vigile e concisa che va consumata in un'unica seduta».

Los Angeles Times

Los Angeles Times


Ci sono 1 recensioni per questo libro 1

Commenti

Sandrokkan 02/03/2010 18:04

Ancora una volta Philp Roth fa centro riuscendo in quello che dovrebbe essere il fine di ogni scrittore che intenda definirsi tale:scavare nelle profondità psicologiche che si nasondono nei drammi personali. La perdità dell'identità a seguido della perdita dell'ispirazione professionale, la ricerca dell'amore come surrogato della perdita di se stessi, l'incapacità di ricostruire con ciò che rimane.. Leggere Roth per capire come ciò che viviamo e che consideriamo un male esclusivo e quindi irrisolvibile è, in realtà, uno dei tanti drammi che travolgono quotidianamente l'esistenza di ogni essere umano..


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