Giulio Einaudi editore

L’umiliazione

L’umiliazione
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Simon Axler, uno dei più grandi attori teatrali della sua generazione, ha perso la capacità di recitare. I suoi Falstaff e Peer Gynt e Vanja, tutti i grandi ruoli, «si sono sciolti in aria, in aria sottile», la magia è finita. Potrà un singolare desiderio erotico consolarlo per quella vita ridotta all'osso?

2010
Supercoralli
pp. 116
€ 17,50
ISBN 9788806200923
Traduzione di

Il libro

Dopo le cupe meditazioni sulla mortalità e la fine in Everyman e Il fantasma esce di scena, e l’amara ironia di uno sguardo retrospettivo sulla giovinezza in Indignazione, Roth aggiunge un altro inquietante tassello all’opera dei suoi ultimi anni.

Tutto è finito per Simon Axler, il protagonista del nuovo conturbante libro di Philip Roth. Simon, uno dei più grandi attori teatrali della sua generazione, ha superato i sessant’anni e ha perso la sua magia, il suo talento e la sua sicurezza. Quando sale sul palcoscenico si sente un pazzo e si vede un idiota. La sua fiducia nelle proprie capacità è evaporata; s’immagina che la gente rida di lui; non riesce più a fingere di essere qualcun altro. «È scomparso qualcosa di fondamentale». La moglie se n’è andata, il pubblico l’ha abbandonato, il suo agente non sa come convincerlo a tornare in scena.
In questo atroce resoconto di un’inspiegabile e terrificante autodistruzione, emerge il contraltare di un insolito desiderio erotico, certo una consolazione in quella vita spogliata di tutto, ma tanto rischiosa e aberrante da frustrare ogni speranza di conforto e gratificazione per puntare dritto verso un finale ancora più cupo e rovinoso. In questo lungo viaggio verso la notte, raccontato da Roth con l’inimitabile urgenza, bravura e serietà di sempre, tutti i mezzi che usiamo per convincerci della nostra solidità, tutte le rappresentazioni che nella vita diamo di noi stessi – talento, amore, sesso, speranza, energia, reputazione – vengono messi a nudo.