Giulio Einaudi editore

Chi dice umanità

Guerra, diritto e ordine globale
Copertina del libro Chi dice umanità di Danilo Zolo
Chi dice umanità
Guerra, diritto e ordine globale
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Che cosa è una «guerra umanitaria»? Perché l'Italia, nella primavera del 1999, ne ha condotta una, insieme ai paesi alleati, in Kosovo e in Serbia? Con ragionevoli dubbi e documentate ricerche Zolo affronta le implicazioni e le possibili conseguenze globali di ciò che è stata la guerra nei Balcani.

2000
Einaudi Contemporanea
pp. XII - 265
€ 12,39
ISBN 9788806156145

Il libro

«Ovviamente, non ho la minima pretesa di indicare con rigore le cause e gli effetti di un evento cosí complesso e cosí poco trasparente, o di fare previsioni certe. La guerra segna sempre la vittoria del «potere invisibile» e, per di piú, pochi eventi bellici di questi ultimi cinquant’anni hanno presentato, come la guerra per il Kosovo, aspetti altrettanto oscuri e controversi. Si pensi al puzzle delle «reali» motivazioni delle potenze occidentali che hanno voluto la guerra, o, piú in dettaglio, al labirinto diplomatico di Rambouillet o all’autentico mistero del bombardamento dell’ambasciata cinese di Belgrado o alle enigmatiche vicende giudiziarie che hanno portato alla incriminazione di Slobodan Milosevic da parte del Tribunale dell’Aia».

«Chi dice umanità cerca di ingannarti»: la massima di Proudhon è proposta da Danilo Zolo come chiave di lettura della «guerra umanitaria» che 19 paesi della Nato, inclusa l’Italia, hanno condotto contro la Repubblica Jugoslava nella primavera del 1999. L’autore ricostruisce con freddezza analitica le motivazioni che hanno spinto le potenze atlantiche ad usare la forza nei Balcani. E tenta di individuare gli effetti che la straordinaria dimostrazione di potenza offerta dall’Occidente ha avuto sugli equilibri politici del pianeta. Da questi effetti non dipende – sostiene Zolo – soltanto il futuro dei Balcani: dipendono anche l’assetto del diritto internazionale, il ruolo delle Nazioni Unite e il destino dell’Europa. L’ordinamento giuridico internazionale rischia di regredire a un livello primitivo, restituendo agli Stati un assoluto ius ad bellum. Le Nazioni Unite tendono ad essere spogliate della loro funzione piú rilevante – controllare e ridurre l’uso della forza internazionale – per essere confinate a compiti di pura ratifica di decisioni prese altrove. Il processo di integrazione politica dell’Europa viene subordinato alle esigenze dell’egemonismo unilaterale degli Stati Uniti. E sullo sfondo si delineano le crescenti turbolenze indotte dai processi di informatizzazione e globalizzazione.

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