Giulio Einaudi editore

L’estate dei barbari

L’estate dei barbari
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

«Mentre ritornava verso casa, l'odore persistente dell'erba tagliata le mise tristezza. Quant'era drammatica esattamente la situazione finanziaria? Quanto a lungo il señor Scott avrebbe tosato l'erba e lottato con il Toro? Cosa stava accadendo nella vita di questa gente? Avevano sbattuto fuori Guadalupe e, a giudicare dalla sua stizza, senza nemmeno le due mensilità che erano buona norma nella borghesia di Città del Messico, a meno che non ti beccassero a grattare i gioielli o a seviziare i bambini. Araceli cominciava a capire che si rendeva necessario manifestare un maggiore interesse nella vita dei suoi datori di lavoro».

Héctor Tobar, L'estate dei barbari

***

Nominato dal «New York Times» uno dei migliori libri del 2011 e dal «Boston Globe» miglior romanzo 2011.

2012
Stile Libero Big
pp. 560
€ 21,00
ISBN 9788806208646
Traduzione di

Il libro

Una villa moresca sul Pacifico. Araceli, la cameriera messicana, osserva gli occupanti. Una famiglia molto, molto perbene. Nessun dubbio su chi siano i veri barbari.

Un mattino d’estate, Araceli, l’unica domestica della famiglia Torres-Thompson a non essere stata licenziata per effetto della crisi, scopre che la casa è deserta. Dopo la violenta lite della sera precedente, sia il señor sia la señora sono spariti senza fornire spiegazioni. E soprattutto senza portarsi dietro i due intollerabili bambini. Cosí, nonostante Araceli abbia sempre tenuto a precisare di essere stata assunta come cuoca e domestica e non come baby sitter, si ritrova a dover badare ai due viziatissimi gringos. L’unica, forse, è cercare di rintracciare il vecchio nonno, visto da Araceli una sola volta e poi evidentemente bandito da quella casa…

***

La forza di questo libro sono i ritratti di persone che, pur cercando di trovare un linguaggio comune, continuano a fraintendersi… I ritratti acuti e umanissimi di Tobar rendono i personaggi perfettamente credibili. E le sue intuizioni diventano per noi rivelazioni.

«The New York Times Book Review»