Giulio Einaudi editore

L’archivista

Torna Sarti Antonio, sergente, ma il suo ruolo da protagonista questa volta è conteso da Poli Ugo, vice ispettore «burocrate, carogna e ruffiano». Nella Bologna dei primi anni Ottanta, ferita a morte dalla strage e già sepolta da cumuli di eroina, Poli Ugo è un antieroe cosí disumano che riesce a incarnare tutte le contraddizioni del suo tempo.

2016
Stile Libero Big
pp. 248
€ 14,00
ISBN 9788806230326

Il libro

I colleghi della questura di Bologna lo chiamano lo Zoppo, ma attenti a non farsi sentire, per non essere colpiti dal suo immancabile bastone. L’incidente gli ha massacrato la gamba destra, ma non l’ha persuaso al pensionamento anticipato: d’altronde per essere un buon investigatore non servono gambe, serve testa. Però il suo superiore Raimondi Cesare, lo stesso di Sarti Antonio, lo ha confinato a protocollare pratiche. E Poli Ugo si vendica, indagando a titolo del tutto personale su casi archiviati come insoluti, tra cui quello di uno scippatore che ha derubato una ragazza ed è fuggito a bordo di un’auto con la targa di una città inesistente. Impossibile trovarlo, sostiene Sarti Antonio, ma Poli Ugo non è d’accordo. La sua inchiesta non autorizzata si svolgerà con metodi investigativi al di fuori di ogni regola.

«Sarti Antonio, sergente, non sa fare miracoli perché in questura non glielo hanno insegnato ancora e cosí, dopo una decina di giorni dall’incidente, butta il rapporto, completo di firme e timbri, come da regolamento, sul tavolo dello Zoppo ed esce dall’ufficio. Non dice neppure “buongiorno” e non perde tempo a spiegare di che si tratta. Un po’ perché è sempre noioso spiegare i motivi per l’archiviazione di un caso non risolto, e un po’ perché non gli riesce proprio di parlare con quel tipo; non c’è possibilità di dialogo. Lo chiamano lo Zoppo, ma in realtà ha un nome, un cognome e una qualifica: Poli Ugo, vice ispettore aggiunto».

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