Giulio Einaudi editore

Gli autonauti della cosmostrada

ovvero Un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia
Gli autonauti della cosmostrada
ovvero Un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

«Dedichiamo questa spedizione e la sua cronaca a tutti gli svitati del mondo, specialmente a quel gentiluomo inglese di cui non ricordiamo il nome e che nel diciottesimo secolo percorse la distanza da Londra a Edimburgo camminando all'indietro e intonando inni anabattisti».

Julio Cortázar, Carol Dunlop, Gli autonauti della cosmostrada ovvero Un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia

***

Nei trentatre giorni che trascorrono sull'autostrada Parigi-Marsiglia a bordo del fedele pulmino Volkswagen, Julio Cortázar e sua moglie Carol Dunlop, i due «autonuati», scoprono un mondo dentro al mondo, comico, surreale, grottesco, drammatico, a volte tragico. E a quattro mani scrivono un libro che è allo stesso tempo una storia d'amore, un diario di viaggio, una raccolta di storie, appunti, aneddoti, impressioni, in cui realtà e sogno si mescolano alla maniera tipica di Cortázar.

2012
Frontiere
pp. 376
€ 21,00
ISBN 9788806149475
Traduzione di

Il libro

Domenica 23 maggio 1982, Carol Dunlop
(l’Orsetta) e Julio Cortázar (il Lupo),
dopo vari rinvii – il progetto risaliva al
1978, alla prima fase del loro rapporto –
iniziano il viaggio che li porterà da Parigi
a Marsiglia, lungo i circa ottocento chilometri
dell’Autoroute che taglia in due
la Francia. La loro ammiraglia sarà Fafner
(uno dei giganti, in seguito trasformato
in drago, del wagneriano Anello del
Nibelungo
) un pulmino Volkswagen rosso:
il mezzo di trasporto par exellence per
un’intera generazione di viaggiatori. È
un tragitto fatto in molte altre occasioni,
di solito in una decina di ore; ma questa
volta verrà percorso a passo di lumaca,
con il gusto del viaggiatore, dell’esploratore,
non dell’utente automobilista, ribaltando
così l’idea stessa di autostrada intesa
come non-luogo da attraversare il più
velocemente possibile per arrivare a destinazione
(al Sud, al mare, alle vacanze).

È un gioco, il loro, e come ogni gioco richiede
regole precise: sarà vietato lasciare
l’autostrada, ci si dovrà fermare in tutte
le aree di sosta, due al giorno, dormendo
nella seconda (nel complesso quindi sessantasei
tappe), si potrà usufruire di tutto
ciò che l’area offre, nonché accettare
aiuti e rifornimenti portati da volenterosi
amici dall’esterno (in misura massima
di due volte); e infine si dovrà stendere,
a quattro mani, un minuzioso diario
«di bordo» che riporti osservazioni esterne
(definite «scientifiche») e impressioni
dello spirito.
E dopo «trentatre meravigliosi giorni»
l’avventura si conclude al Vieux Port di
Marsiglia: «Quant’è durato poco il viaggio», commenta l’Orsetta. Un’osservazione
che se da un lato rende esplicita la
malinconia che ha accompagnato i due
protagonisti per tutto il tragitto, dall’altro
si offre a una spiegazione più profonda.
Entrambi gli Autonauti sanno infatti
di essere gravemente malati: Carol Dunlop
morirà alla fine dello stesso 1982, Julio
Cortázar due anni più tardi.

***

«Chi non legge Cortázar è spacciato. Non leggerlo
è una malattia molto seria e invisibile, che col tempo
può avere conseguenze terribili».

Pablo Neruda