Giulio Einaudi editore

Chi ti credi di essere?

Chi ti credi di essere?
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«Leggete tutto di Alice Munro, ma per cominciare leggete Chi ti credi di essere? Sí, cominciate da quello».

Jonathan Franzen

***

Con Chi ti credi di essere?, pubblicato nel 1978, Alice Munro ha vinto il Governor General's Literary Award.

2012
Supercoralli
pp. 280
€ 19,50
ISBN 9788806183530
Traduzione di

Il libro

«Chi ti credi di essere?» Troppe volte Rose si è sentita
rivolgere questa domanda nel paesino di West Hanratty
in cui è cresciuta. Prima fra tutti dalla sua matrigna
Flo, donna pratica e un po’ volgare, meschina e generosa
insieme, l’incarnazione di quella realtà provinciale
da cui Rose vorrebbe e sa di non poter fuggire.
Per quanto studi, per quanto si ribelli, per quanto scappi.
Quarant’anni e dieci racconti in sequenza, fra lealtà
e disprezzo per l’universo di Flo, perché Rose arrivi
a capire chi davvero crede di essere, chi davvero è.

Come dieci capitoli di un anomalo romanzo
di formazione, i racconti di questa
formidabile raccolta delineano con sapienza
il personaggio di Rose, privilegiando
il ruolo che il rapporto con la matrigna
Flo ha avuto nel complesso definirsi della
sua identità.

La voce da cui riceviamo le storie è
quella di un narratore provvisoriamente
onnisciente il quale organizza in ordine
cronologico episodi della vita di Rose lasciando
che emerga dalla loro successione
il conflitto tra desiderio di fuga e consapevolezza
della necessità di restare.

Rose è la bambina ribelle e pensosa del
primo racconto, punita a cinghiate da un
padre imperscrutabile e chiuso; Rose è
l’avida lettrice che tiene a bada il pensiero
del padre ammalato e l’insofferenza alle
meschinità di casa a furia di Shakespeare
e Dickens; è l’adolescente in viaggio dalla
piccola West Hanratty a Toronto, vittima
e complice di una sordida iniziazione
sessuale ad opera di un impassibile ministro
del culto.

Ma Rose è anche la giovane innamorata
del modo in cui sembra amarla Patrick
Blatchford, dottorando in Storia presso la
stessa università che le ha aperto le porte
grazie a una borsa di studio; è la donna
coinvolta in una relazione extraconiugale
destinata a concludersi nell’amarezza; è la
madre nervosa di una bambina piú saggia
di lei, ed è infine la donna matura che torna
là dove tutto era cominciato e ritrova,
nel tono brusco e inclemente di Flo, ormai
prossima al ricovero in casa di riposo, il filo
ininterrotto di un’esistenza interiore, e il
ricordo dell’unico amore mai raccontato. Non è un caso dunque che l’ultimo racconto,
quello che dà il titolo alla raccolta,
chiuda a cerchio il percorso e coaguli il
senso delle esperienze narrate nella severa
domanda retorica rivolta da una maestra
arcigna a una Rose di nuovo bambina:
«Chi ti credi di essere?»

Se, come l’autrice afferma, «la memoria
è il modo in cui non cessiamo di raccontare
a noi stessi la nostra storia e di raccontare
agli altri versioni in certa misura diverse
della nostra storia», allora Alice Munro dispone
del dono straordinario di attingere
a un repertorio di materiale privato senza
mai esaurirne la forza.

Susanna Basso

***

«Non saprei dire se Chi ti credi di essere? sia una raccolta
di racconti o un nuovo genere di romanzo, ma qualunque
cosa sia è meraviglioso».

John Gardner

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