Giulio Einaudi editore

Enrico Fermi

Il genio obbediente
Copertina del libro Enrico Fermi di Giuseppe Bruzzaniti
Enrico Fermi
Il genio obbediente
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

In questo libro, estremamente documentato e accurato, Bruzzaniti traccia la storia scientifica di Fermi, che è anche la storia dei trent'anni che hanno sconvolto la fisica e che hanno cambiato per sempre la nostra concezione della materia e del cosmo. L'autore ci guida fra le «mappe globali» della discussione internazionale e gli «itinerari locali» della ricerca di Fermi, da via Panisperna a Chicago, restituendo l'immagine di un protagonista assoluto del periodo piú esaltante della scienza contemporanea.

2007
Saggi
pp. XIV - 400
€ 24,50
ISBN 9788806166823

Il libro

«Che cosa stupida aver scoperto questo fenomeno casualmente senza averlo saputo prevedere». Questo è il commento di Enrico Fermi dopo aver osservato in maniera del tutto fortuita i sorprendenti effetti della paraffina sui neutroni e averne dato, a distanza di poche ore, la giustificazione teorica. La scoperta dei «neutroni lenti» porta nel 1938 il fisico romano a Stoccolma a ritirare il premio Nobel e da lí direttamente negli Stati Uniti, a costruire la prima pila atomica e poi a dirigere una sezione del Progetto Manhattan per la costruzione della bomba. Fermi è stato il piú grande scienziato italiano dopo Galilei. È stato anche l’ultimo «galileano», l’ultimo scienziato in grado di padroneggiare con la stessa maestria la parte teorica e quella sperimentale della fisica. Dopo di lui la Big Science, fatta di specializzazioni estreme, di gruppi di ricerca numerosi e di laboratori costosi, non ha piú permesso di concentrare in una sola figura tutte le competenze di un campo cosí vasto.

«La produzione scientifica di Enrico Fermi inizia nel 1921 e termina con la sua morte nel 1954. All’inizio della sua attività, la fisica conosce due sole forze fondamentali della natura, la gravitazionale e l’elettromagnetica, e due sole particelle elementari, i protoni e gli elettroni. A metà degli anni Cinquanta, con l’aggiunta delle interazioni nucleari forte e debole, le forze fondamentali sono diventate quattro e le particelle elementari note sono ormai una trentina. In poco meno di trent’anni la concezione della materia subisce un mutamento cosí radicale e inusitato da rendere tale periodo, per la rapidità e la quantità delle conoscenze acquisite, forse unico nella storia del pensiero scientifico occidentale. Le ricerche di Fermi segnarono profondamente questo trentennio».

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