Giulio Einaudi editore

Obbedienza all’autorità

Copertina del libro Obbedienza all’autorità di Stanley Milgram
Obbedienza all’autorità
indice
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Un classico imprescindibile della psicologia, che dischiude inquietanti scenari su un mondo colonizzato dalla «burocrazia della mente».

2003
Biblioteca Einaudi
pp. XLVIII - 254
€ 22,00
ISBN 9788806165536
Contributi di

Il libro

«Fermi davanti a gabbie di vetro, leggermente inclinati in avanti, quasi nel tentativo di evitare riflessi che potrebbero impedire una corretta visione di ciò che è al di là del vetro. La mente percorsa da pensieri che stentano a trovare un equilibrio cognitivo. Parole appena bisbigliate, se non soffocate in gola. Che cosa significa agire? Compiere il “male”? Che cosa significa essere responsabili? Accondiscendere e dire di sì, opporsi e dire di no? Probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato che l’umanità si sarebbe raccolta dinanzi a gabbie di vetro per riflettere sul senso dell’azione» (A. Zamperini). È il 1962. In Israele si sta celebrando il processo ad Adolf Eichmann, il famigerato «trasportatore di morte». Il mondo intero s’interroga sulla «banalità del male», incredulo di fronte all’idea che le persone crudeli non siano mostri informi, ma uomini comuni. La stessa ordinarietà dei cittadini nordamericani che Stanley Milgram, psicologo sociale «irriverente» e anticonformista, recluta in quegli anni per il suo celebre esperimento sull’obbedienza all’autorità. Individui qualsiasi, convocati in laboratorio per obbedire a ordini che offendono il loro senso morale e studiati nella loro propensione alla sudditanza o alla ribellione. Desacralizzando la coscienza quanto l’autonomia morale, e constatandone la docile inefficacia quale baluardo contro l’azione immorale e malvagia, il saggio di Milgram, ormai un classico imprescindibile della psicologia, dischiude scenari inquietanti e attualissimi. Quelli di un mondo colonizzato da una «burocrazia della mente» che, una volta anestetizzato nello svolgimento del proprio compito il giudizio su ciò che è bene e ciò che è male, rende pericolosamente fluttuante e labile la responsabilità soggettiva.

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