Giulio Einaudi editore

Selection Day

«Il miglior romanzo che ho letto quest'anno. Uno straordinario affresco del nostro presente tra sport, avidità, vita mondana e celebrità».
«The Atlantic»

«L'ennesima conferma che Adiga è uno dei piú grandi narratori in circolazione».
«San Francisco Chronicle»

2017
Supercoralli
pp. 320
€ 20,00
ISBN 9788806232344
Traduzione di

Il libro

Manju ha un cuore puro e complicato come tutti
i quattordicenni. Ma ha anche un padre tirannico divorato
da un’ossessione: fare dei suoi figli dei campioni di cricket
cosí da fuggire dagli slum in cui vivono. E intanto,
tra procuratori senza scrupoli, allenatori fuori di testa,
un fratello bellissimo e destinato al successo, il giorno
dei provini si avvicina…

Con Selection Day Aravind Adiga ha scritto un romanzo
rutilante, drammatico e divertentissimo allo stesso
tempo, degno di un vincitore del Booker Prize.


Manju ha quattordici anni ma sa già
tante cose: ad esempio sa di essere bravo
a cricket – anche se non bravo come suo
fratello Radha (forse). Sa che deve avere
paura e rispetto di suo padre, un venditore
ambulante di chutney. Sa che suo padre
è un uomo divorato da un’unica, bruciante
ossessione: quella di fare dei suoi due
figli dei campioni dello sport cosí forti da
poter scappare dai bassifondi di Mumbai
dove vivono. Sa che il padre non si fermerà
di fronte a nulla, a nessun sacrificio (dei
suoi figli), a nessuna privazione (dei suoi
figli), per raggiungere il suo sogno (non
necessariamente quello dei figli). Manju
sa che sua madre se n’è andata tanti anni
fa e sa anche che non tornerà piú. Eppure
ci sono anche un mucchio di cose che
Manju non sa su di sé e sul suo mondo, e
che imparerà nel corso di questo romanzo
tenero e forte, divertente e drammatico,
come solo i quattordicenni sanno essere.
Selection Day è un romanzo traboccante
di vita e personaggi – dal vecchio talent
scout che tutti chiamano Tommy Sir per il
suo inglese ridicolmente forbito; ad Anand
Mehta, l’investitore tanto ricco di
denaro quanto di buffa grandeur; a
Sofia, la giovane amica e tifosa dei
due fratelli -, un rutilante affresco sociale
come non se ne leggeva da tempo: e
se da una parte è un dettagliato spaccato
dell’India di oggi, dall’altro, con la sua
storia di padri e figli, ambizione e riscatto,
ricorda certo cinema italiano dei decenni
passati, come Rocco e i suoi fratelli o Ladri
di biciclette
. Di quei capolavori possiede
la stessa vitalità, la medesima potenza visiva, un’uguale capacità di
fare ricorso a tutte le tinte dello
spettro emotivo, dalla comicità al
dramma, dal sentimentale all’epico. Cosí
quello che il lettore si ritrova tra le mani
è un libro in cui, come scrive il
«Washington Post», «ogni paragrafo rimbalza
tutt’intorno vivace come una pallina
ribattuta a tutta velocità durante una
partita in una strada sporca: uno gli dà la
direzione generale, ma la storia può cambiare
in ogni momento, cosí come in ogni
momento si trasformano i personaggi. Selection
Day è una riflessione dolce-amara
sui limiti delle nostre scelte. Però la voce
di Adiga è cosí esuberante, la trama cosí
avvincente, che l’amarezza di questa storia
rimane appena ai margini del nostro
sguardo».

«Con Selection Day, – questo è il “New
York Times”, – Adiga dimostra che la vittoria
del Booker Prize nel 2008 conLa Tigre
Bianca
non è avvenuta per caso. Non è solo
un narratore magistrale, ma anche un pensatore,
un abile intrattenitore, una spina
nel fianco di ogni moralismo e ipocrisia».

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