Giulio Einaudi editore

La vita che non vedi

La vita che non vedi
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

«Ho perso il conto delle volte in cui il pathos del libro mi ha lasciato disarmato...Questa storia di maternità e amicizia, incarnata da due eroine straordinarie, mi accompagnerà a lungo».
Khaled Hosseini, autore di Il cacciatore di aquiloni

2017
Supercoralli
pp. 272
€ 20,00
ISBN 9788806228392
Traduzione di

Il libro

Mahsa è nata a Karachi, da madre afghana e padre americano. Katherine, invece, a Toronto, da madre canadese e padre cinese. Nonostante il background diversissimo, le due hanno in comune una passione: la musica jazz, che con la sua predilezione per l'improvvisazione è da sempre simbolo di creatività fuori dalle regole. Entrambe figlie di donne punite da una «giustizia» pubblica o privata per aver seguito i propri sentimenti, Mahsa e Katherine fanno del pianoforte uno strumento di emancipazione e, intrecciando i loro percorsi di crescita e conquista, riescono a superare le barriere di lingua e di genere e a creare una splendida armonia di libertà.

Mahsa, pakistana, ha tredici anni quando, da un momento all'altro, si ritrova orfana di entrambi i genitori, uccisi a sangue freddo da parenti vendicativi. Accolta in casa da rigidi zii tradizionalisti, tiene vivo il ricordo della sua infanzia con vecchi filmini in 8 mm e con la musica che il padre, ingegnere idraulico americano, suonava per lei e la madre al pianoforte. Appena le comunicano che dovrà frequentare il college a Montreal, fa resistenza: non vuole lasciare Kamal, il ragazzo di cui è innamorata. Ma le basta poco per rendersi conto che è la sua unica possibilità di sfuggire a un ambiente soffocante che relega le donne nel ruolo di docili comparse. Katherine, canadese, a sedici anni comincia a farsi la permanente, ma di natura ha i capelli dritti come spaghetti: sono un'eredità del padre, cinese, che in pratica non ha mai conosciuto. E, per via di uno stato moralista e punitivo, ha rischiato di non conoscere nemmeno la madre, a cui è stata strappata quando aveva solo tre mesi, nel 1940, perché frutto di un amore giudicato scandaloso e colpevole, per poi esserle restituita solo a prezzo di lotte e sacrifici. È nel caffè dell'hotel dove la madre lavora come cameriera che Katherine fa il suo incontro con la musica jazz e impara a suonare esercitandosi per ore su un vecchio pianoforte nel seminterrato. Il destino porterà Mahsa e Katherine a incontrarsi in un locale di New York. Improvvisando fianco a fianco al pianoforte e poi finendo a chiacchierare davanti a una tazza di caffè, tutte e due capiranno subito di aver trovato un'amica. Echlin segue le due protagoniste dall'adolescenza all'età adulta, tra relazioni e figli, difficoltà e successi. Nell'arco dell'esistenza inevitabilmente capitano gli addii, ed è difficile dire se siano piú dolorosi quelli annunciati o quelli improvvisi. Ma nello smarrimento resta una consapevolezza: finché c'è vita c'è musica, e finché c'è musica c'è gioia.

«La sua prosa è stupefacente: diretta e vigorosa, laconica e sensuale, la lingua della resistenza, nel sogno della libertà femminile».
«The Independent»
Altri libri diKim Echlin