Giulio Einaudi editore

Fra due omicidi

Fra due omicidi
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Nello spazio vibrante e policromo di una città indiana si intrecciano i destini di imprenditori, ciarlatani, giornalisti, conducenti di risciò, operai, tutti presi da sogni irraggiungibili, ma non per questo meno intensi e struggenti.
Dopo il successo internazionale della Tigre bianca, Aravind Adiga ritorna con un grande affresco pulsante di inquietudine e di vita, dove uomini e donne tentano piccoli e grandi gesti di rivolta contro l'ingiustizia e la corruzione, e soccombono soltanto dopo aver combattuto fino all'ultimo.

2010
Supercoralli
pp. VI - 294
€ 20,00
ISBN 9788806200985
Traduzione di

Il libro

A volere dare credito alle guide turistiche, Kittur – città immaginaria, ma fin troppo reale, che sorge sulla costa sudoccidentale dell’India, circa a metà strada fra Goa e Calicut – è un centro di grande interesse storico, in cui convivono pacificamente uomini di religioni, razze e lingue diverse. Ma a osservare le cose più da vicino, ci si accorge quanto sia drammaticamente difficile viverci. Della stazione ferroviaria le guide parlano diffusamente: non dicono però, che è qui che vive Ziauddin, un giovanissimo musulmano spedito in città dai genitori senza un centesimo in tasca; dorme per strada, è maltrattato e ricattato da tutti a causa della sua religione, sino a quando un tale, non inizia a pagarlo perché tenga d’occhio i treni adibiti al trasporto di soldati; il suo sussulto di rivolta gli costerà caro. Al maidan dedicato a Jawaharlal Nehru, è invece facile imbattersi in una specie di santone che sta sempre appollaiato su una balaustra spartitraffico e si nutre piluccando in mezzo agli escrementi animali. Si chiama Keshava, e un tempo era il re dell’autobus numero cinque, un vero diavolo quando si trattava di rubare passeggeri alle compagnie concorrenti. Poi c’è Cool Water Well Junction, la zona elegante della città, dove in un cantiere edile lavora il padre tossicomane di Soumya: la bambina assiste alle sue umiliazioni e nella vana speranza di un gesto di affetto, passa la giornata insieme al fratellino a chiedere l’elemosina per potere così comprare al padre la dose quotidiana di crack. Collegate fra loro dal contesto urbano e dalla cornice di un preciso periodo storico – gli anni che vanno dalla morte di Indira Gandhi a quella di suo figlio Rajiv – le quattordici vicende narrate in Fra due omicidi fanno emergere uno straordinario microcosmo fatto di solitudini, delusioni, ambizioni mancate, e ci propongono l’immagine di un’umanità lasciata disperatamente ai margini.

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