Giulio Einaudi editore

Dio non ama i bambini

Copertina del libro Dio non ama i bambini di Laura Pariani
Dio non ama i bambini
Mondadori Store Amazon IBS La Feltrinelli

Un assassino si aggira per Buenos Aires e per anni, impunito, fa strage di innocenti. Le vittime sono soprattutto i figli degli italiani che vivono nei conventillos in condizioni di assoluta povertà. Ragazzini abbandonati a se stessi, niños de calle i cui sogni sono destinati a spegnersi nella rabbia giorno dopo giorno. Chi può volerli morti?

2007
Supercoralli
pp. 306
€ 18,00
ISBN 9788806187606

Il libro

Buenos Aires all’inizio del Novecento è una grande città in crescita tumultuosa. Per molti immigrati «è come quando si sta in prigione e ti manca l’aria; solo che qui la gabbia è fatta di troppe strade, di case troppo affollate, di rogge puzzolenti di acque luride».
C’è un assassino che si aggira per la città, e che per anni, impunito, fa strage di innocenti. Le vittime sono soprattutto i figli degli italiani che vivono nei conventillos in condizioni di assoluta povertà. Ragazzini abbandonati a se stessi, niños de calle i cui sogni sono destinati a spegnersi nella rabbia giorno dopo giorno. Chi può volerli morti?
La verità sta sotto gli occhi di tutti, ma nessuno la sa vedere. Possono intuirla solo gli stessi bambini, perché quella verità, forse, si muove all’altezza dei loro occhi.

Al centro del libro c’è un luogo: un conventillo di Buenos Aires dove vivono decine di famiglie d’immigrati italiani assediati dai bisogni, prostrati dalla nostalgia, tentati dalla fiamma anarchica. Servizi sanitari in comune e una cucina all’aperto per tutti, un cortile dove i bimbi giocano abbandonati a se stessi, piccole stanze dove nonni figli e nipoti si stipano come conigli. Il libro entra in quel luogo come sventrandolo, stanza per stanza, personaggio per personaggio, in focalizzazioni che si susseguono una dopo l’altra: «Ginetta Goletti, 10 anni, lavorante a domicilio», «Nicanora Korn, 40 anni, tenutaria di postribolo», «Ambrogio Testa, 42 anni, muratore», «Dionisio Brusa, 34 anni, maestro elementare»… A poco a poco questo romanzo corale – impastato di dialetti italiani e di lingua argentina – dà forma a una doppia storia: la storia di un mondo dolente e vivo, quello degli immigrati in Argentina all’inizio del secolo, e la storia nerissima di una serie di delitti compiuti sui bambini del barrio di San Cristóbal. Le indagini per molto tempo non portano a niente: impossibile individuare l’assassino per chi vive in un altro mondo e non sulla strada come i bambini. I bambini, la cui unica scuola è la banda, la solidarietà di teppa, sono i soli a sapere, ma i grandi non si lasciano guidare «nel regno del piccolo, sullo stretto sentiero percorso soltanto dalla formica, dalla coccinella, dal tappo di sughero perduto tra l’erba». A poco a poco, in un crescendo di tensione, i bambini riusciranno però a mettere in campo le proprie deboli forze per una straordinaria caccia all’assassino. Anche a costo di perdere l’innocenza.

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