Giulio Einaudi editore

Riconoscere è un dio

Scene e temi del riconoscimento nella letteratura
Riconoscere è un dio
Scene e temi del riconoscimento nella letteratura
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«L'Odissea è il primo e piú grande universo del riconoscimento nella nostra letteratura. Il passaggio dall'ignoranza alla conoscenza, che tocca un uomo nella carne, è una scena ricorrente, e dunque un tema che in ultima analisi afferma la fede originaria nella propria identità, nella coincidenza dell'apparire e dell'essere. È questa iterazione delle scene di riconoscimento con le loro variazioni e il loro gioco grandioso sui sentimenti umani che ci commuove, ci libera e ci spinge a proiettarci su Odisseo. Riconoscendolo con gli altri personaggi del poema, riempiamo un vuoto psicologico ed emotivo, riscoprendo il valore dei segni, della memoria, della poesia, dell'amore. Non solo entriamo nel mondo della guerra, delle peregrinazioni e dell'esplorazione, dei morti viventi, della casa e del ritorno a casa, del racconto, ma diventiamo, anche, consapevoli delle potenzialità della nostra identità, comprendendo che anche noi possiamo essere "multiformi" se solo trattiamo la nostra intelligenza con la stessa pazienza e costanza di Odisseo».

2014
Saggi
pp. XII - 476
€ 34,00
ISBN 9788806175351

Il libro

Il riconoscimento – l’agnizione dei latini, l’anagnorisis dei greci – è uno dei piú grandi scandali della letteratura: ha luogo nell’azione drammatica, nel romanzo, nell’opera, nel cinema, e spesso scrittori maggiori e minori ne hanno fatto uso strumentale all’unico scopo di portare a conclusione la propria opera. È anche, però, un elemento centrale, come già rilevava Aristotele, della tragedia e della narrazione complessa, perché mette in scena l’affiorare della conoscenza: non in un processo teorico astratto, ma nella carne stessa, nei sentimenti, nell’intelligenza, degli esseri umani. Questo libro esplora le scene e i temi del riconoscimento dalla letteratura antica a quella medievale e moderna: da Omero e dalla sua Odissea all’Antico e al Nuovo Testamento; da Eschilo, Euripide e Sofocle a Shakespeare, da Dante a T. S. Eliot; dal Conte di Montecristo di Dumas al Giobbe di Roth, dal Giuseppe e i suoi fratelli di Mann all’Ulisse di Joyce. In ogni capitolo a un testo antico fa riscontro una serie di testi moderni, mentre la teoria del riconoscimento segue il percorso parallelo da Platone e Aristotele ai Padri della Chiesa e a Freud. Riconoscere, dice Euripide, è un dio: il deflagrare della conoscenza tra persone che si amano, o si odiano, possiede la forza, la sublimità, l’ilarità che per pochi attimi ci fa provare la vertigine del divino.