Giulio Einaudi editore

appuntamenti

  • 27 maggio 2022

    Maurizio Bettini

    Pistoia - In occasione di Dialoghi, festival dell'antropologia contemporanea, l'autore di "Roma, città della parola" tiene la conferenza di apertura dal titolo "Narrare. Nelle maglie di una rete infinita" alle ore 17.30 nella piazza del Duomo. L'ingresso è gratuito. Biglietteria in piazza del Duomo 12, per informazioni: tel. 0573371011 / biglietteria@dialoghidipistoia.it.

Il dio elegante

Il dio elegante
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Chi è il dio Vertumno? Semplicemente il mutare, l'incontenibile impulso delle cose a divenire altro da quel che erano. Nella sua giurisdizione, infatti, ricadono il cambiamento delle stagioni e la maturazione dei frutti, la pratica dell'innesto (vera e propria «trasformazione» di una specie vegetale in un'altra) e quella dello «scambiare» merci, il mutamento degli eventi e l'atto del cambiare idea. Soprattutto, però, Vertumno si distingue per una sua ineguagliabile virtú: la metamorfosi.

2015
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. 240
€ 24,00
ISBN 9788806220211

Il libro

Chi è il dio Vertumno? Semplicemente il mutare, l’incontenibile impulso delle cose a divenire altro da quel che erano. Nella sua giurisdizione, infatti, ricadono il cambiamento delle stagioni e la maturazione dei frutti, la pratica dell’innesto (vera e propria «trasformazione» di una specie vegetale in un’altra) e quella dello «scambiare» merci, il mutamento degli eventi e l’atto del cambiare idea. Soprattutto, però, Vertumno si distingue per una sua ineguagliabile virtú: la metamorfosi. Il dio può infatti assumere ogni e qualsiasi identità sociale, bella fanciulla o cittadino togato, soldato o mietitore, pescatore o acrobata, e lo fa salvaguardando sempre una qualità che di necessità vien meno a trasformisti e incostanti: l’eleganza. Esplorare le province in cui si esercitano i poteri di Vertumno – una cui statua «metamorfica» si ergeva a Roma nel Vicus Tuscus fino dalla piú remota antichità – offre a Maurizio Bettini l’opportunità di affrontare insieme alcuni temi cruciali nella definizione della divinità, non solo antica: prima di tutto la sua natura non personale, tanto che il suo nome può essere sia singolare che plurale, sia maschile che femminile; il carattere plurimo e distribuito della sua «identità», simile a una figura frattale, in cui la forma dei dettagli si riflette in quella dell’insieme; infine la natura e lo statuto delle immagini che la raffigurano.