Giulio Einaudi editore

Il presepe popolare napoletano

Copertina del libro Il presepe popolare napoletano di Roberto De Simone
Il presepe popolare napoletano
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Chi, fra tutti coloro che ogni anno fanno il presepe, conosce la leggenda della nascita di santo Stefano che si trasfonnò da pietra in bambino proprio la notte di Natale? O quella dell'infelice fanciulla che vaga senza requie nei pressi di un ponte, tenendo con se la testa tagliata dell'amato? Chi sa che le statuine dei Re Magi sui loro tre cavalli, bianco, rosso e nero, simboleggiano l'iter del sole dall'aurora alla sera, e che sui presepi piu antichi si collocava una figura femminile, la Re Màgia, a rappresentare la luna?

1998
Saggi
pp. XI - 147
€ 14,46
ISBN 9788806150365
Illustrazioni di

Il libro

In un viaggio a piú voci condotto nel cuore della tradizione, delle leggende popolari, dei giochi rituali e dei sogni, la penna musicale di De Simone, con il controcanto di 90 immagini tratte da un’antica Smorfia settecentesca, risale fino alle origini precristiane del Natale: quelle, cioè, legate al mito solare di un divino Bambino partorito in una grotta da una Madre Vergine. Una lettura che recupera il carattere notturno e infero del presepe e che racconta originali aspetti simbolici dei suoi personaggi. Storie e leggende favolose che vengono narrate, in parallelo, anche dalla viva voce di coloro che, ogni Natale, costruiscono, recitano, vivono il presepe. Nella seconda parte del libro, un secondo viaggio attraverso testimonianze e interviste ci svela, infatti, gli inattesi significati delle figurine presepiali, raccontati via via da un «puparo» di Grottaglie e da uno di Napoli, da un marittimo di Torre del Greco che ha impersonato per tutta la vita il Diavolo nella Cantata dei pastori e da un metalmeccanico «artigiano del popolo» dell’Anticaglia. E dal momento che è difficile immaginare un Natale tradizionale senza tombole, gioco del Lotto, sogni e zampogne, chiudono il testo i 90 numeri della «tombola parlata» estratti, descritti e mimati la sera di Natale, nonché le note di una Ninna Nanna dedicata a tutti gli zampognari defunti. Ulteriore testimonianza che il presepe tradizionale è un libro aperto, un grande tarocco della vita, della morte e dell’universo che ci circonda, leggibile coerentemente secondo il linguaggio codificato dell’immaginario collettivo.

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