Giulio Einaudi editore

Chiara Valerio «La matematica è politica»

«Tutti i dissidenti politici del secolo scorso che ce l’hanno fatta erano matematici o fisici. Leggete questo libro, per favore».
Sandro Veronesi

Chiara Valerio

Nella prime pagine del suo saggio, Chiara Valerio dichiara: «La matematica è stata il mio apprendistato alla rivoluzione, dove per rivoluzione intendo l’impossibilita di aderire a qualsiasi sistema logico, normativo, culturale e sentimentale in cui esista la verità assoluta, il capo, l’autorità imposta e indiscutibile». Per l’autrice, laureata e addottorata in matematica oltre che scrittrice, democrazia e matematica, da un punto di vista politico, si somigliano: come tutti i processi creativi non sopportano di non cambiare mai:

«Chiara Valerio argomenta brillantemente in questo piccolo libro la convinzione che non solo La matematica è politica, ciò che già è sorprendente di per sé, ma, di più, che la matematica è politica democratica. Che l'autrice sia matematica risulta innanzitutto dalla sua vocazione scientifica. Come studiosa e docente di numeri e come risolutrice d'incognite, la passione per la sua materia traspare da ogni pagina; come cittadina responsabile verso la società, l'amore per la democrazia traspare lo stesso» (Gustavo Zagrebelsky, «la Repubblica).

L’obiettivo dell’autrice «è sottolineare il valore civile della formazione matematica, la sua funzione di ginnastica posturale del cervello capace di sviluppare un'attitudine all'antidogmatismo, alla capacità critica e in definitiva all'esercizio della rivoluzione intesa come salutare processo di ridiscussione delle forme del vivere civile» (Lorenzo Tomasin, «Il Sole 24 Ore»).

Chiara Valerio tesse in un pamphlet polemico un parallelo tra matematica e democrazia, due aree che non subiscono la dittatura dell’urgenza. Il contento del libro non è però «una doppia dichiarazione, come se fosse dirsi vegetariana e democratica, oppure matematica e podista. L'intento è di mostrare l'esistenza di un condizionamento reciproco o, meglio, una implicazione reciproca: essere democratica perché matematica, oppure essere matematica e dunque democratica» (Gustavo Zagrebelsky, «la Repubblica).

Studiando matematica si capiscono molte cose sulla verità. Per esempio che le verità sono partecipate e pertanto i principî di autorità non esistono; che le verità sono tutte assolute ma tutte transitorie perché dipendono dall’insieme di definizione e dalle condizioni al contorno. «Lungi dall'abituare ad un'obbedienza prona e passiva all'imposizione autoritaria, la matematica ha il naturale effetto di avvezzare alla verifica, di non far rinunciare all'incertezza (pur misurandola) pur rifuggendo le ambiguità. In questo senso, secondo Chiara Valerio, la matematica è politica, e volentieri le si dà ragione leggendo la difesa dei valori dì libertà, democrazia, rispetto del prossimo e delle regole del vivere civile che accompagnano la sua storia» (Lorenzo Tomasin, «Il Sole 24 Ore»).

«Come sanno i suoi lettori, Valerio è una scrittrice pirotecnica e di matematica ne sa qualcosa, visto che prima di appassionarsi alla scrittura si è dedicata ai numeri. Questo saggio, che sembra un teorema letterario, dimostra che, se un campo è considerato algido e lontano, alla fine è sempre e solo un problema di narrazione» (Serena Dandini, «Io Donna»).

Il libro
  • Chiara Valerio

    La matematica è politica

    2020
    La matematica rivista come prassi politica, e non solo come teoria, è un formidabile esercizio di democrazia: come la democrazia si fonda su un sistema di regole, crea comunità e lavora sulle relazioni. Come la democrazia, la matematica amplia ma non nega. Studiando matematica si...