Walter Benjamin![]() Opere complete. V. Scritti 1932-1933
2003
Opere pp. XVIII - 610 € 90,00 ISBN 9788806165758 Indice
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1932
1933 Il quinto volume della nuova edizione delle Opere complete di Walter Benjamin comprende gli scritti del 1932 e 1933, ossia dell'ultimo anno della Repubblica di Weimar e del primo della dittatura nazionalsocialista. Più chiaramente dei precedenti, essi ci mostrano l'autore come oggetto, se non già quasi come vittima della politica |
Nella vita di molti scrittori, artisti e intellettuali tedeschi il 1933 è l'anno dell'esilio. Walter Benjamin lasciò la Germania, per raggiungere Parigi e quindi Ibiza, a metà marzo, poco dopo l'avvento al potere dei nazionalsocialisti. Le sue condizioni economiche - da alcuni anni molto precarie - peggiorarono ancora: la stampa e la radio tedesche, sue principali fonti di sostentamento, non potevano e non volevano più valersi della collaborazione di un ebreo marxista. Risultò così se non del tutto interrotta (Benjamin continuò a pubblicare sotto pseudonimo), in ogni caso seriamente compromessa quella intensa e proficua militanza critica che per circa un decennio aveva caratterizzato la sua esistenza. Oltre alle recensioni, che come sempre riguardano gli argomenti più vari, sono schematicamente tre i campi di attività proposti da questo volume V delle Opere complete. I radiodrammi, fra cui Cosa leggevano i tedeschi mentre i loro classici scrivevano, Lichtenberg e Tanto chiasso per Arlecchino (destinato ai bambini), gli interventi specificamente filosofici - dove accanto ad alcuni saggi di taglio più tradizionale spiccano le Immagini di pensiero e l'Agesilaus Santander, un brano fondamentale dell'esoterismo benjaminiano - e infine le «indagini» personali che comprendono i resoconti di viaggio, gli esperimenti con l'hascisc e soprattutto le riflessioni sull'infanzia e sulla città natale. Con due opere in primo piano: la Cronaca berlinese, rimasta allo stato di frammento e finora inedita in Italia, e Infanzia berlinese intorno al millenovecento, che dalla Cronaca scaturì e di cui viene qui presentata la prima stesura (nella sua interezza a sua volta inedita, e assai diversa dalla versione nota al pubblico italiano [Einaudi 2001]). Un intenso lavoro svolto sullo sfondo del baratro aperto dall'esilio e immerso nell'atmosfera ormai «esiziale» di quei «luoghi che - come scrisse Adorno pensando proprio a Infanzia berlinese - sono sul punto di risvegliarsi. Su di essi cade lo sguardo del condannato, e come condannati Benjamin li esperisce».
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