Copertina

Nando dalla Chiesa


Album di famiglia


2009
Passaggi Einaudi
pp. VIII - 194
€ 17,00
ISBN 9788806196141

Una famiglia che è parte della nostra storia, nell'album romanzo di quattro generazioni di italiani.

Il libro

Trentacinque brevi colloqui immaginari con gli affetti di quattro generazioni. Un album-romanzo sfogliato partendo da un oggetto, un luogo, una frase, un episodio, una foto, un ricordo. Per render conto di come una famiglia ha affrontato la sua pubblica storia, così che anche questa possa essere riletta con qualche sfumatura in più. E per raccontare come, grazie e dentro a questa fitta rete di affetti, alcuni valori di fondo si sono trasmessi attraverso gli sconvolgimenti sociali e politici di un secolo intero. Dalle generazioni dell'ultimo Ottocento fino a quelle del Duemila. Da chi conobbe entrambe le guerre a chi venne educato sotto il fascismo e scelse la Resistenza. Da chi divenne adulto con il Sessantotto a chi fece la prima comunione il giorno dopo l'assassinio di Falcone.
Perché, pur nei grandi cambiamenti e al di là dei conflitti tra padri e figli, alla fine la famiglia trasmette i suoi valori e fa scegliere come camminare con gli altri. E insegna a stare in quella che con troppa deferenza chiamiamo la Storia.

Commenti

Elio Manfredini 07/09/2009 23:08

Non so di riuscre riscrivere in modo sensato ciò che avevo prima, e qualcosa toccai da cancellarlo. Impossibile. Mi pare comunque che sto divertendomi ancora dentro i bellissimi boschi sulle rive del fiume che mio nonno mi aveva descritti nell'infanzia che arrivai camminando attraverso l'emozionante lettura della prefazione di Album di Famiglia, il bellissimo libro scritto da Nando Dalla Chiesa. Mio nonno Primo, nel 1970, nacque a Luzzara, alla mia nascita camminava e viveva nella zona ex paludi, bonificate, Motte di Pegognaga. I boschi, erano finiti. Gli capitò di andare in piazza a Pegognaga una volta soltanto mentre stanno parlando del duce con il megafono e non togliersi il cappello. Rimetterselo a posto dopo che era svolazzato per avere prese delle sberle dal podestà, fra la gente, che faceva finta non avere visto, forse gli occhi abbassati, in una specie d'ipocrisia ancora esistente adesso, in vetrina. Andarsene a casa e non camminare più in una piazza per la vita. Era vergogna soltanto. Niente porta con se la memoria viva quanto la vergogna nella mancanza di rancore alcuno, sentimento che è difficile possa trovari dove è giusto si trovi. State bene. Elio Manfredini


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