Alla morte di Proust nel novembre 1922, "Le temps retrouvé", ultimo volume della "Recherche", esisteva solo in forma di manoscritto. L'edizione originale curata dal fratello di Marcel, Robert, e da Jean Paulhan fu stabilita su un dattiloscritto messo a punto dopo la morte dell'autore, e uscì il 17 settembre del 1927. Tutte le edizioni successive, lasciato da parte il dattiloscritto postumo, considerato troppo 'normalizzato' dai curatori, cercarono di rispettare il carattere d'incompiutezza anche nelle lacune e nelle contraddizioni dei cahiers proustiani dal numero 15 al numero 20, ma Proust aveva affermato che la struttura della sua opera corrispondeva ad un preciso piano architettonico, rigoroso benché velato.
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