Copertina

Julio Cortázar


Bestiario


2005
ET Scrittori
pp. XXX - 156
€ 10,00
ISBN 9788806174866

A cura di Ernesto Franco
Traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini
Traduzione di Vittoria Martinetto

Bestiario è la migliore «introduzione» all'arte di Cortázar, scrittore che con le sue pagine folgoranti si è confermato come uno dei grandi del Novecento.

Il libro

Cosa accade quando due fratelli si accorgono di non essere soli nella loro grande casa? Quali nefaste conseguenze può avere un semplice mal di testa? E se una tigre si aggirasse nelle stanze del vostro appartamento?
Dalla piú reale descrizione del quotidiano - i quartieri di Buenos Aires, gli ambienti altoborghesi o piccoloborghesi o popolari - germogliano e prendono vita il misterioso, l'irrazionale, il perturbante: un «bestiario» metafisico di animali invisibili come la tigre che dà il titolo al libro, o immaginari, o creati dal nulla come i coniglietti della Lettera a una signora di Parigi, oppure descritti con tanta dolorosa precisione da finire per immedesimarsi in essi.

In appendice: Alcuni aspetti del racconto, Del racconto breve e dintorni.

Commenti

Massimo 16/11/2009 09:52

Ho provato più volte a scrivere un commento più o meno serio e strutturato su questo libro dopo che l’ho finito, ma non ci sono ancora riuscito. Allora vado a sentimento: ho saltato solo uno dei racconti, che parlava in termini troppo medici e secchi ed era realmente triste e desolato e aveva a che fare con una specie di fattoria, se ricordo bene. Di altri racconti invece non c’ho capito un accidente. Di altri ancora mi sono sembrati scritti da uno che era sceso dal cielo con la penna, e di altri ancora non ricordo più perché il libro l’ho finito ormai tempo fa, ma volevo comunque parlarne lo stesso. Per esempio ora sembrerà che i racconti siano duecento, ma in realtà sono soltanto sei o sette. Credo. Ma come si fa dico io a scrivere una recensione senza neanche avere bene presente il libro in questione? Si fa che lo si fa come viene, senza rileggerlo perché mi parrebbe eccessivo, ma il passaggio ad esempio che descrive i personaggi in una certa milonga io me lo ricordo come se ci fossi nato dentro, e non so ballare. Leggete questo libro, non avrete motivi per pentirvene. Se poi ne trovate qualcuno a me fa piacere, la penitenza, se fatta seriamente, è una cosa che fa bene.


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