Copertina

James O'Connor


La crisi fiscale dello stato


1979
Piccola Biblioteca Einaudi
pp. XVII - 307
€ 10,33
ISBN 9788806276720

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Prefazione di Federico Caffè. Avvertenza del traduttore. Nota dell'autore.
Introduzione. I. Anatomia del capitalismo di stato americano. II. Dimensioni della crisi. III. Potere politico e controllo del bilancio negli Stati Uniti. IV. Le spese per il capitale sociale: l'investimento sociale. V. Le spese per il capitale sociale:il consumo sociale. VI. Le spese sociali di produzione: il warfare-welfare state. VII. Il finanziamento del bilancio: l'impresa statale e il debito statale. VIII. Il finanziamento del bilancio: lo «stato fiscale». IX. Portata e limiti della riforma capitalistica. Bibliografia. Indice analitico.



Il libro

«La crisi fiscale dello stato è divenuta una specie di formula ad effetto che non riguarda esclusivamente gli specialisti di problemi fiscali, ma chiunque si occupi, in genere, dell'azione dei pubblici poteri nel campo economico. Il messaggio che in modo diffuso viene associato a questa formula è quello di uno stato che, vittima di apprendisti stregoni che l'hanno indotto con leggerezza a percorrere la strada dell'espansione della spesa pubblica, si trova di fronte a una situazione di dissesto. Non è del tutto inutile sottolineale che il vero processo di regressione culturale che è in corso con le quotidiane evocazioni del "mercato", del tutto svincolate dai fallimenti che esso dimostra nel suo concreto operare, è completamente estraneo alla diagnosi del capitalismo maturo che O'Connor prospetta e alle conseguenze che egli ne trae. Anche se il titolo della sua opera è stato strumentalizzato dall'odierno stupefacente neo-manchesterismo, O'Connor è ben esplicito nell'affermare che la via d'uscita dalle presenti difficoltà socio-economiche è costituita dall'alternativa di un'organizzazione basata sul socialismo. Il volume, che costituisce una penetrante analisi dello stato militare-assistenziale quale si è venuto formando negli Usa, fornisce validi elementi di critica dal punto di vista convenzionale secondo il quale" il settore pubblico si svilupperebbe solo a spese del settore privato". In realtà, "la crescita del settore statale è indispensabile all'espansione dell'industria privata". Occorre dunque riferirsi alla struttura stessa del capitalismo maturo, di cui l'espandersi dello "stato assistenziale" non costituisce una deformazione, ma un'immagine speculare. Ci sarà molto da guadagnare in chiarezza e progettualità se il pur meritorio lavoro di indagine sulle possibili frodi nelle erogazioni assistenziali non finisca per prevalere oltre il dovuto sul metodico impegno di "mettere in discussione efficacemente l'egemonia ideologica e politica del capitale monopolistico"».

Dalla prefazione di Federico Caffè

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