Jörg Jarnut![]() Storia dei Longobardi
2002
Piccola Biblioteca Einaudi Ns pp. XIV - 148 € 16,00 ISBN 9788806161828 Indice
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Traduzione di Paola Guglielmotti
Un saggio storiograficamente impeccabile che non rinuncia alla narrazione. |
Finalmente una storia dei Longobardi che non patisce la distorsione di
un'ottica tutta italiana. Di questo popolo interessantissimo, adatto a un'analisi antropologica e non solo storica, Jarnut segue in alcuni capitoli caratteri e mobilità (forse in Scandinavia, certamente nella Germania settentrionale e nelle odierne Boemia e Ungheria) precedenti la famosa invasione italiana del VI secolo.
È un popolo fortemente caratterizzato da un atteggiamento di migrazione
totale: non si espande in Italia (come faranno poi i Franchi nell'Vlll secolo), ma vi si trasferisce integralmente, lasciando ben poco di sé nelle regioni di provenienza. Il nuovo insediamento italiano fu poi definitivo, e i Longobardi interpretarono in modo «germanico» modelli bizantini (di Bisanzio erano stati alleati militari), tradizioni circoscrizionali romane e schemi culturali dell'antichità, costituendo per l'ltalia la piú importante cinghia di trasmissione fra il tardo impero romano e il pieno Medioevo.
L'ltalia divise in due le vocazioni e i destini dei Longobardi, perché a nord,
nella «Langobardia», posero le premesse per il «Regnum Italicum» e per i
contatti con altri popoli germanici; a sud, dove dominarono piú a lungo, ebbero contatti stretti con i popoli mediterranei. Il loro cammino verso una vera integrazione latino-germanica fu interrotto dall'invasione di Carlomagno.
Di questi aspetti Jarnut dà conto in pagine che non rinunciano alla narrazione e che contengono, utilmente, tutte le informazioni di base.
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