Hamid Ziarati![]() Quasi due
2012
I coralli pp. 140 € 16,00 ISBN 9788806208813
Darioush si getta nella vita con allegria, combinandone
di tutti i colori. La sua testa è piena di storie
e di eroi, di film d'azione e di grandi imprese. Ben
Hur per lui è come Dio, come Cassius Clay, come
suo zio che gli regala i colombi e gli insegna a farli
volare sui tetti di Teheran. Tutto lo infiamma, anche
la religione come gliela insegnano a scuola, nei due
poli inconciliabili del misticismo e dell'integralismo.
Ma cosa può succedere a un ragazzino desideroso di
avventure quando attorno a lui scoppia una guerra
vera?
Altre edizioni:
Quasi due. 2012. EBOOK Narrativa Italiana
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Per fabbricare una molotov può risultare
fondamentale una manciata di
sapone, proprio quello che le mamme
usano per il bucato. Darioush l'ha imparato
durante i giorni concitati della
Rivoluzione, e ora vuole confezionarne
una con le sue mani per punire in maniera
spettacolare il figlio del pollivendolo
che ha ucciso uno dei suoi adorati
colombi.
Per Darioush il «gioco dei colombi», il
piú popolare sui tetti di Teheran, è una
gioia complessa, che ha a che fare con
la guerra e con la fantasia: gli permette
di volare in cielo secondo le regole della
terra, di combattere, fremere, tubare,
catturare prede nemiche.
Ma la verità è che Darioush non fa
che combinare guai, nel tentativo maldestro
d'imitare i suoi film preferiti,
quelli che ormai circolano quasi clandestinamente.
Compagno inseparabile, Zal, che sarebbe
disposto a seguire Darioush in
qualsiasi impresa, persino sulla prima
linea del fronte. È cosí che si ritrovano
in mezzo alle bombe vere, quelle
irachene, dopo aver tanto giocato alla
guerra. Ed è cosí che nella loro testa i
martiri bambini di cui parla l'Ayatollah possono prendere il posto degli eroi del
cinema. Ma il nemico, alla fine, ha tutta
l'aria di uno come loro due, che parla
una lingua diversa eppure ha negli occhi
la stessa irriducibile vitalità.
Con la sua scrittura rapida, vivida, tutta
scene, capace di seguire un'esistenza
nei suoi ritmi, Hamid Ziarati torna a
raccontare l'energia dei ragazzini, restituendone
la spensieratezza, l'incoscienza,
ma anche lo smarrimento di
fronte alla cieca perentorietà dell'integralismo
religioso. Aiutandoci a capire
con la pura forza della narrazione
quanto possa essere superficiale il nostro
sguardo sui mondi che non conosciamo.
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