Francesco Germinario![]() Argomenti per lo sterminioL'antisemitismo e i suoi stereotipi nella cultura europea (1850-1920)
2011
Einaudi Storia pp. XXVI - 398 € 32,00 ISBN 9788806207304 Indice
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Fra la prima metà dell'Ottocento e gli inizi del Novecento in Europa
si afferma una cultura che procede sicura nella razzizzazione della
figura dell'ebreo. È il caso di dire che la cultura «alta» - espressa
da scrittori, scienziati sociali, medici e famosi pubblicisti - legittima
gli atteggiamenti dell'antisemitismo militante, impegnati
nelle agitazioni di piazza. |
Indagare «l'antisemitismo dei colti»
in europa prima del nazismo significa
compiere un decisivo salto d'analisi
nella storicizzazione della Shoah.
Una piú esatta comprensione
della Shoah è possibile indagando
l'universo ideologico
dell'antisemitismo. Il fondamento
di questa cultura politica antipluralista
e ostile ai sistemi politici liberali,
è rintracciabile nel tentativo di
costruire una serie di stereotipi -
dall'ebrea seducente, sessualmente
perversa e incline alla prostituzione
all'ebreo nevrotico, e dunque
rivoluzionario - capaci di determinare
un'immagine differenziata dell'ebreo.
La differenziazione tocca il culmine
nell'associare l'ebreo agli animali
nocivi (ratto, iena, pidocchio ecc.):
una differenziazione che fornirà
il bagaglio culturale necessario
ai nazisti per programmare la loro
politica di sterminio.
Il dato storiografico e teorico-politico
sconcertante è che questa strategia
di differenziazione ha registrato
il contributo significativo di voci
e discipline della cultura europea,
dalla narrativa alla psichiatria.
È dunque il caso di interrogarsi
se, oltre all'«antisemitismo degli
antisemiti» nell'Europa precedente
il nazismo non sia stato attivo
anche l'«antisemitismo dei colti»,
impegnato, dall'alto di un'equivoca
neutralità scientifica, a suggerire
suggestioni e spunti in materia
di stereotipi che poi l'antisemitismo
militante e plebeo rielaborava
e diffondeva nella sua vasta
pubblicistica e nelle sue agitazioni.
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