Copertina

Enzo Bianchi


Ogni cosa alla sua stagione


2010
Frontiere
pp. 132
€ 17,00
ISBN 9788806204655

I giorni degli aromi. I giorni del focolare. I giorni del presepe. I giorni della memoria. Luoghi e tempi che attraversano gli anni, segnano il ritmo delle nostre gioie e dei nostri incontri per diventare l'intera vita.
«Ogni cosa alla sua stagione», dice il proverbio, e qui le stagioni raccontate sono quelle dell'uomo.
Le quiete ore del ricordo e della meditazione, i pranzi consumati insieme, gli istanti dell'amicizia che scalda il cuore. Il tempo presente che la vecchiaia insegna a gustare ogni giorno.

Altre edizioni: Ogni cosa alla sua stagione. 2014. Super ET
Ogni cosa alla sua stagione. 2010. eBook

Il libro

«Quest'anno ho piantato un viale di tigli, li ho piantati per rendere più bella la terra che lascerò, li ho piantati perché altri si sentano inebriati dal loro profumo, come lo sono stato io da quello degli alberi piantati da chi mi ha preceduto.
La vita continua e sono gli uomini e le donne che si susseguono nelle generazioni, pur con tutti i loro errori, a dar senso alla terra, a dar senso alle nostre vite, a renderle degne di essere vissute fino in fondo».

«Ora che avverto quotidianamente l'incedere della vecchiaia, la memoria mi riporta sovente ai luoghi in cui ho vissuto... » dice Enzo Bianchi che parte con cuore, testa e memoria, alla ricerca di tutti i luoghi che hanno suscitato in lui affetti e sentimenti, dove ha trascorso l'infanzia o che ha raggiunto viaggiando.
E noi partiamo con lui.
Quelli che visitiamo sono angoli di mondo ma anche luoghi della vita e dell'anima.
Sono il Monferrato con le sue colline, i bric, il paese con la sua comunità, le usanze, i proverbi, l'esistenza grama, la fatica e i momenti di forte e gratuita solidarietà. Sono via Po a Torino, l'università, i portici con i caffè all'aperto.
Sono anche la più lontana Santorini con la sua luce impareggiabile e l'occhio puntato sul Mediterraneo. Sono la cella del monaco, un luogo da dove osservare il mondo, dove diventare consapevoli delle gioie e delle sofferenze e dove prendono forma le parole con cui narrare qualcosa della vita. Un luogo in cui si ripropone sovente la domanda: che ne è di noi?
Perché questo viaggio, naturalmente, è anche un viaggio nel tempo, un viaggio nella vita che scorre, nei giorni di un uomo e in quelli delle stagioni. I giorni degli aromi, ad esempio, che imprimono nella memoria di tutti la Teresina del Muchèt con il suo logoro abito nero, la saggezza popolare, le formaggette e le erbe profumate. O le luci lontane dei falò che brillavano un tempo sulle colline per segnare l'inizio e la fine dell'estate. Sono i giorni del focolare, passati a tavola conversando insieme ai famigliari e all'ospite, gustando il cibo preparato con cura e bevendo il vino che celebra e festeggia (ma che, a volte, è usato per non guardare negli occhi il proprio dolore).
Ma sono anche le vacanze di Natale, quando i bambini aspettavano la festa preparando il presepe e la sera della vigilia il grande ceppo, el süc 'd Nadàl, ardeva nel camino. Sono i giorni della memoria, quella dedicata ai morti e quella delle persone care. E le ore dell'amicizia che scalda il cuore e della fraternità, nonostante.
Sono tutti giorni che attraversano il tempo e fanno parte del nostro vivere: alcuni ci fanno soffrire, altri ci rallegrano e ancora ci stupiscono. Dentro ognuno di questi ricordi, così come per Il pane di ieri, ci sono tante cose: c'è un senso esatto dell'esistenza, dello scorrere del tempo e delle stagioni dell'uomo. C'è un guardare avanti. E c'è una parola per la vita di ognuno di noi.

Commenti

maria 05/06/2011 15:14

Ho avuto la fartuna di scoprire Enzo Bianchi grazie al festival della filosofia, mi ha sempre avvinto, emozionato, dato gioia. Sono andata due volte ad ascoltare la presentazione di questo suo ultimo libro sia a Modena che a Fiorano, ogni volta è riuscito a dare positività e speranze nuove. Non posso che dire grazie per quello che dona: i suoi pensieri, le sue riflessioni, l'accettazione degli altri. Mi è piaciuto quando ha detto che ha ricevuto molto da persone semplici, mi è piaciuto quando ha parlato della cella, mi è piaciuta anche la sua ironia. L'elenco potrebbe continuare a lungo come a lungo continua il mio grazie.


Renzo 03/05/2011 18:48

Già dalle prime pagine, con il prologo in cui Enzo Bianchi, priore del monastero di Bose, ci parla della sua cella, dell¿importanza di quelle quattro mura che, senza imprigionare, racchiudono l¿esistenza di un essere umano, si viene avvinti da un profondo senso di serenità, si avverte chiaramente che le parole non sono solo strumento per comunicare, ma sono anche note di una sinfonia profonda, un lungo splendido adagio sulla vita. Ogni cosa alla sua stagione e non Ogni cosa ha la sua stagione è quasi un impercettibile, ma importante spostamento del senso, perché in tal modo prende corpo la nostra realtà, fatta di sentimenti, di umori, di passioni, di cose che ci accompagnano, tangibili, immote, ma che riempiono il nostro quotidiano, insomma noi siamo fatti come siamo, così, umili soggetti nel percorso che dall¿alba ci conduce al tramonto e che ci fa appartenere al tempo, quel tempo che cerchiamo invano di aggirare, di velocizzare, nell¿illusione di essere protagonisti e insieme creatori del disegno divino. E quella cella è fatta di cose, che finiscono con il ricordarne altre, analoghe, ma non uguali, come tavole antiche, robuste, realizzate per ospitare numerosi commensali, perché il mangiare insieme è l¿occasione per una reciproca conoscenza, per capire gli altri e quindi noi stessi.


grazia 13/03/2011 18:21

Ho sentito parlare Enzo bianchi per la prima volta alle ¿Invasioni barbariche¿ della Bignardi e ne sono rimasta affascinata. Ho voluto leggere subito il suo ultimo libro ¿Ogni cosa alla sua stagione¿ ..non l¿ho solo letto , l¿ho anche assaporato lentamente. Ogni frase mi riportava ad un ricordo ad una riflessione ad un racconto dei miei genitori..mi fermavo a pensare e a volte mi sono anche commossa. Non ho ancora letto ¿Il pane di ieri¿¿ ma non vedo l¿ora di chiudere gli occhi e sentirne il profumo.


Ci sono 6 commenti per questo libro 1 - 2
scrivi il tuo commento
 
Condividi

SEGNALA A UN AMICO
PARLA DEL LIBRO NEL TUO BLOG