Adriana Zarri![]() Un eremo non è un guscio di lumaca«Erba della mia erba» e altri resoconti di vita
2011
Frontiere pp. XVI - 268 € 19,50 ISBN 9788806205577
Contributi di Rossana Rossanda
È questo un libro da leggere in silenzio.
Altre edizioni:
Un eremo non è un guscio di lumaca. 2012. Super ET
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«Qualcuno dice che mi sono "ritirata" in un eremo;
e io puntualmente reagisco. Un eremo non è un guscio
di lumaca, e io non mi ci sono rinchiusa; ho solo
scelto di vivere la fraternità in solitudine. E lo preciso
puntigliosamente per rispondere all'obiezione che
concepisce questa solitudine come un tagliarsi fuori
dal contesto comunitario. E invece no. L'isolamento
è un tagliarsi fuori ma la solitudine è un vivere dentro».
È questo un libro da leggere in silenzio.
Con la schiena ben dritta e gli occhi
che guardano avanti mentre esplorano il
mondo nei suoi dettagli: fiori, piante,
frutta, animali. Così tutto ciò che vedi
ti parla di sé e insieme di altro, degli altri,
di quello che è fuori, diverso e straordinariamente
unico.
Se ti abbandoni a queste pagine, se le
esplori e le ascolti, scopri che le stagioni
della natura sono quelle dell'uomo e della
vita, di un'età che si compie e si arricchisce
ad ogni passo e sguardo. Scopri
che una scelta di silenzio contemplativo
è un modo per parlare forte e meglio a
tutti. Che la solitudine può essere un luogo
fecondo di incontro, una condivisione
e un dialogo duraturo. Che una gatta
(pardon, una micia), può anche scaldarti
il cuore e che per difendere e proteggere
ciò in cui credi vale ancora la pena di affrontare
battaglie e sacrifici.
Adriana Zarri, teologa, scrittrice, eremita,
donna libera, prima di morire a novantuno
anni compiuti, ha condotto tante
battaglie e ha appoggiato, anche in
aperto contrasto con le posizioni della
chiesa cattolica, le iniziative a favore del
divorzio e dell'aborto e le discussioni sul
celibato del clero. Con la sua voce sottile,
eppure vibrante e sicura, ci guida in
un mondo antico e nuovo che è poi il nostro.
Diverso e nuovo è il modo in cui lei
va incontro al mondo. E diverso e nuovo
è il modo di dirlo, usando con consapevolezza,
e assaporandola, la potenza
della parola: una parola meditata a lungo
e coccolata, a volte stridente e scomoda, a tratti polemica, ma sempre affascinante
e coraggiosa nella sua poetica
esattezza.
Nelle pagine di Erba della mia erba, pubblicate
per la prima volta nel 1981 e qui
riproposte, così come negli Altri resoconti
di vita, narrazioni nuove e inedite, la
propria esperienza di silenzio e di un vivere
appartato è raccontata (senza essere
mai testimoniata) nel suo farsi concreto,
nello scorrere quotidiano e inconsueto di
gioie, incontri, speranze e paure. Il proprio
eremo, che sia l'amata cascina isolata
del Molinasso oppure Cà Sàssino
con il suo giardino pieno di rose, è sempre
un luogo della vita e dell'anima dove
racconto e realtà convivono e si contaminano,
dove lo studio e la riflessione
sono impastati di vita. E dove l'ospitalità,
l'amicizia, la meditazione, la natura,
la libertà e il dialogo non possono che
essere momenti indispensabili alla vita e
alla sua complessa bellezza.
Commenti
E' uno dei libri più belli, che io abbia mai letto. E' un libro che dà respiro all'anima credente. Aiuta a vivere la fede, nella consapevolezza del limite e del dolore umani, ma nella gioia di Cristo risorto. Vi si trova un secco "no", alla dimensione doloristica della fede. Un secco "no", che aiuta a scoprirsi e asentirsi, per davvero, creature amate dal Signore. La vera teologia è in questo libro non nella fredda e arida manualistica accademica, che tanto parla di Dio, ma poco, pochissimo, sa del suo amore.