Giulio Einaudi editore

Giorgio Scianna «Cose più grandi di noi»

«Dopo poche pagine ero catturato da personaggi e trama, e sapevo di essere nelle mani di un maestro nel raccontare storie».
Joe R. Lansdale

Giorgio Scianna

Marghe a 18 anni si trova in mezzo a cose più grandi di lei, è stata arrestata per favoreggiamento ad attività terroristiche. Siamo nella Milano degli anni Ottanta, «una famiglia normale: papà medico, mamma avvocato e tre figli studenti. Sara, Martino e Marghe. È lei che esce dal carcere nelle prime pagine del romanzo. Lei con i suoi sogni e il suo impegno politico. Lei che cerca un posto nel mondo per non tradirlo». La ragazza voleva cambiare il mondo ma unendosi a un gruppo clandestino ha cambiato la sua vita: «C’è tanta bellezza in queste pagine. La confusione dei figli e lo spaesamento dei padri con un unico sottofondo: l’amore, che per fortuna ciascuno declina a modo suo. Perché sai com’è l’amore... a volte si nasconde anche dentro un succo di frutta» (Luciana Littizzetto, link).

Marghe e il padre, «un pezzo di famiglia che si era staccato dagli altri», vanno a vivere i domiciliari in un appartamento davanti allo stadio di San Siro; i fratelli e sua madre, da cui è divisa da un muro di incomprensioni, vivono al di là della piazza, visibili dalle finestre ma tenuti lontani da sbarre invisibili. «Sono proprio i ritratti psicologici dei protagonisti a dare pienezza a questi confronti incrociati madre-figlia, madre-padre, figlia-padre, con le varianti anche inventive di Martino per non lasciare sola la sorella e le mute sofferenze di Sara [...] Confronti sostenuti da padronanza dialogica e da una scrittura insieme ferma e delicata. Di grande equilibrio e senza cedimenti sentimentali, soprattutto in certi dialoghi ultimativi» (Ermanno Paccagnini, «la Lettura - Corriere della Sera»)

È un piacere leggere questo libro perché è scritto bene e perché è un libro sul dopo: dopo gli anni 70, dopo il carcere, dopo gli errori dell'immaturità... Francesco Rigatelli, ospite a «Mille e un libro» su Rai 1

Da dove cominciare per ricostruire i rapporti familiari e curare le ferite? Come superare la sensazione di essere un'infame per aver collaborato con la polizia? Lo scrittore torna a raccontare, dopo La regola dei pesci, l’adolescenza come l’età più rivoluzionaria della vita. Questa volta il suo sguardo si concentra sul momento cruciale degli anni di piombo e sulla storia di una famiglia messa di fronte alla prova più dura: «Scianna riesce molto bene a delineare il carattere della protagonista e a narrare un'epoca che siamo ancora titubanti a raccontare» (Lino Patruno, ospite a «Mille e un libro» su Rai 1).

Giorgio Scianna ospite a «Mille e un libro», Rai 1

«In Cose più grandi di noi l’adolescenza c’è, ma c’è soprattutto la famiglia, i rapporti domestici in tutte le declinazioni possibili: genitori e figli, dinamiche tra fratelli. È vero, è una storia drammatica in anni difficili. Mi interessava esplorare come fosse diventare adulti, ma anche essere cittadini, in un mondo di ideologie così estreme e con lacerazioni così forti. Credo che fare i con i conti con quegli anni serva anche a noi oggi» (Giorgio Scianna intervistato da Manuela Marziani, «Il Giorno»).

Il libro
  • Giorgio Scianna

    Cose più grandi di noi

    2019
    Iniziano gli anni Ottanta, l'aria sta cambiando: Milano lo sa, e lo sa bene anche Marghe, che quando esce dal carcere trova suo padre ad aspettarla. Come una bambina ubbidiente ha seguito il consiglio dell'avvocato, dissociandosi dal gruppo armato in cui si è trovata coinvolta...