Valeria Parrella![]() Lettera di dimissioni
2011
Supercoralli pp. 194 € 18,50 ISBN 9788806200169
«Io non dico che ci abbiamo creduto. Ma dico che
c'è stato un istante almeno, in cui il dolore collettivo
si sospendeva. E allora entrava la speranza». |
Scendendo a capofitto per i rami delle
generazioni, Clelia riesce a trovare il suo
posto sull'asse del tempo: ha una data
d'inizio, il 1914, e persino una capostipite,
la nonna Franca, giunta dalla Russia a
Napoli, «la città più infernale del Mediterraneo», e a Napoli rimasta.
Innamorata della vita, ricca di passione
e di ideali, Clelia cresce con i piedi piantati
nella provincia e lo sguardo rivolto alla
città. I suoi genitori - comunisti come
si poteva essere comunisti in Italia nel
1968 - hanno scelto di vivere a Pompei,
tra le falde del Vesuvio, il mare e le rovine
archeologiche.
Quando Clelia incontra Gianni non ha
dubbi su cosa fare: insieme trovano quarantadue
metri quadri in cui sostenersi
«l'un l'altra come due carte da gioco poggiate
in piedi». Per mantenersi lavora come
maschera in un teatro, e proprio in teatro
farà presto carriera.
Appagata dal successo e dalla stima
crescente di chi appena una manciata di
anni prima lei stessa guardava con sospetto,
Clelia sembra non accorgersi -
di fronte ai bivi dettati dal lavoro e dagli
affetti - di scegliere sistematicamente
il «male minore». Quando però cominceranno
«quelle notti insonni che
capitano a chi è in continuo commercio
con l'esistenza», sarà forse troppo tardi
per rendersi conto che qualcosa si è
incrinato: «e dicevo sì, quando sapevo
che la risposta era no».
Il nuovo romanzo di Valeria Parrella ha l'energia e il coraggio delle storie necessarie.
Unendo i temi civili dei suoi primi
racconti alla lingua alta conquistata con
Lo spazio bianco, l'autrice dà forma a una
vicenda che ci riguarda tutti. La storia di
Clelia procede di pari passo con quella
dell'Italia, e ci restituisce il ritratto di un
Paese che ha progressivamente rinunciato
al pubblico per il privato, all'etica per
il guadagno, ma che con ostinazione ciascuno
di noi continua ad amare «come si
amano solo le cose che vengono prima di
noi e dopo di noi resteranno».
Senza dismettere la voce intima e sensuale
che le è propria, Valeria Parrella narra
la perdita di contatto tra ciò in cui si
crede e il modo in cui si agisce, fino alla
consapevolezza che «le cose non si compiono
all'improvviso, ma all'improvviso
le vedi nel loro intero».
Commenti
La penna è stupenda, riesce a reggere 180 e più pagine scritte alla sua maniera. Ma si ha la sensazione che sia scattata la spia di riserva quanto a idee nella trama raccontata. E la stessa divisione in tre pezzi del racconto ne è un forte indizio. Quanto alla fine, nulla di più sontato. In pillole, quasi il nulla ma scritto stupendamente. Sa Salvio