Copertina

Thorstein Veblen


La teoria della classe agiata

Studio economico sulle istituzioni


2007
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. LVIII - 320
€ 20,00
ISBN 9788806189969

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Premessa di Franco Ferrarotti. - Introduzione di Francesca Lidia Viano. - Cronologia della vita di Thorstein Veblen. - Prefazione di Charles Wright Mills. - Prefazione dell'autore. - I. Preliminari. II. L'emulazione finanziaria. III. L'agiatezza vistosa. IV. Il consumo vistoso. V. Il livello finanziario di vita. VI. I canoni finanziari del gusto. VII. L'abbigliamento come espressione della cultura finanziaria. VIII. L'esenzione industriale e il conservatorismo. IX. La conservazione delle caratteristiche arcaiche. X. Moderne sopravvivenze della virtú del coraggio. XI. La credenza nella fortuna. XII. Le pratiche devote. XIII. Sopravvivenze dell'interesse non antagonistico. XIV. Gli studi superiori come espressione della civiltà finanziaria. - Bibliografia.



Introduzione di Francesca Lidia Viano
Prefazione di Franco Ferrarotti
Prefazione di Charles Wright Mills

All'origine di ogni forma di proprietà c'è il desiderio di emulare la ricchezza altrui; case, vestiti, servitú soddisfano innanzitutto il bisogno di considerazione sociale di chi li possiede, ciò che incrina la fiducia nella competizione sociale ed economica. Stabilita la tesi della cumulabilità dell'emulazione, Veblen l'applica ai meccanismi di distribuzione della ricchezza, dimostrando che, invece di migliorare la situazione delle classi povere, «la lotta degli egoismi» e la rivalità tra ricchi accrescono la concentrazione di ricchezza e potere in quelle privilegiate.

Il libro

A cent'anni dalla sua uscita, La teoria della classe agiata di Veblen conserva una notevole importanza. Il libro si presenta come un trattato economico classico, dove le questioni tradizionali (consumo, produzione, distribuzione del reddito) sono subordinate al tema della crescita industriale della nazione: via via che l'industria si specializza e aumenta la ricchezza complessiva, aumentano coloro che possono vivere senza lavorare. E costoro, mantenendo gente che a sua volta non lavora, immobilizzano risorse che potrebbero essere impiegate nel processo industriale. Applicando un modello di ricostruzione storica «a ritroso», l'autore mette in luce il carattere retrogrado delle società moderne, indicando diversi esempi di sopravvivenza barbarica presenti nella grande aristocrazia americana.

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