Stefano Moretti![]() Scappare fortissimo
2011
Supercoralli pp. 444 € 24,00 ISBN 9788806206413 Scandaloso e irriverente, Scappare fortissimo è un esordio straordinario, un inno provocatorio alla passione e alla bellezza, un libro sul nostro mondo. La vita diurna e notturna di un uomo diviso tra le peripezie aziendali e l'amore per i ragazzi, un'esistenza fatta di crolli e riprese, ma sempre animata da una vitalità straripante, quasi feroce: un romanzo-grimaldello che pagina dopo pagina lavora a scardinare pregiudizi e ipocrisie, fino a lasciarci disarmati, completamente vulnerabili, esposti alla meraviglia e alla miseria del nostro essere umani.
Altre edizioni:
Scappare fortissimo. 2011. EBOOK Narrativa Italiana
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Si dice che i gatti abbiano sette, persino
nove vite. Che riescano a precipitare
da altezze vertiginose per poi rialzarsi,
darsi una lisciata al pelo e spiccare un altro
salto. Giovanni Prati, che con i gatti
sa persino parlare, di vite ne ha avute tante
da perdere il conto. È stato traduttore
e poeta, cuoco, sceneggiatore, esperto di
cooperazione nei paesi in via di sviluppo.
È stato, per dieci anni, uomo di punta della
Infinite Power Limited, la più potente
multinazionale nel settore dell'aviation
marketing. Fino a oggi: perché stamattina
Giovanni Prati ha raccolto le sue cose dalla
scrivania, ha messo nella borsa il notebook
e se n'è andato. Per cominciare una
vita nuova, un'altra, a modo suo.
Una scorta di bottiglie per sciogliere i
pensieri, i messaggi sul cellulare a scandire
come epigrafi sgrammaticate le ore.
Davanti a lui un weekend eterno durante
il quale dovrà nascondersi e prepararsi,
fare il punto di ciò che è stato e prendere
congedo: dai colleghi, dagli amici, soprattutto
dai suoi ragazzi, unica costante
che resiste nel terremoto dei giorni. Per
Giovanni si tratta dell'unica forma di
amore possibile: che siano figli di papà o
clandestini che si lasciano abbordare davanti
alla stazione, quello che lo cattura è
la loro bellezza. Sono giovani, giovanissimi,
quattro peli di barba e architetture di
gel sulla testa.
E allora, se il lavoro è il mezzo e il pretesto
per girare il mondo, se le giornate
sono fatte di riunioni e pranzi aziendali,
Giovanni aspetta paziente di trovarsi solo
per avventurarsi nelle città notturne e
disegnare la sua personalissima geografia
sentimentale, una mappa fatta di volti e
di corpi. Nella contemplazione adorante
dei propri sensualissimi dèi, Giovanni sopravvive
e insieme s'infligge la più crudele
delle pene: nel confronto con la giovinezza,
la vecchiaia diventa evidenza che
annichilisce.
Comincia così, con la percezione del
proprio decadimento, la crisi di Giovanni
Prati, ed è solo il principio di una frana
che pare voler travolgere tutto, il lavoro
e le amicizie e gli amori. Ai piedi di
questa frana, nella preparazione dell'ultima
fuga, Giovanni sarà costretto a fare i
conti con le proprie scelte, fino ad accorgersi
che scappare fortissimo, in fondo,
non è troppo diverso da inseguire.
Sarà costretto soprattutto a raccontarsi
per quello che è: un uomo provocatorio
e liberissimo che rifiuta l'autocommiserazione
e sceglie una voce ironica, vitale,
sfrontata. Ed è proprio nel parossismo
dell'ironia e della sfrontatezza che sentiamo
lo scricchiolio di un'impalcatura
che cede e rivela, all'aprirsi di crepe e fratture,
il dolore profondo e la paura di un
individuo incapace, come tutti noi, di rassegnazione.
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