Copertina

Shemuel Yosef Agnon


Appena ieri


2010
Letture Einaudi
pp. X - 778
€ 32,00
ISBN 9788806203818

Prefazione di Abraham B. Yehoshua
Traduzione di Elena Loewenthal

«L'opera piú significativa nella storia della letteratura ebraica del xx secolo»
dalla prefazione di Abraham B. Yehoshua

Il libro

Più di tutti gli scrittori e i poeti di prima e dopo di lui, Agnon è riuscito a stabilire una complessa dialettica fra l'antica cultura ebraica e le tensioni della modernità. La sua opera attinge tanto alla tradizione ebraica quanto ai modelli europei di scrittura nelle sue varie forme, e si dispiega lungo ben sessant'anni. La sua lingua tutta particolare, tanto da essere definita come «agnonica», non è solo un tramite, piuttosto una forma espressiva unica carica di mistero, ricca di voci, humour e ironia, causticità, di frasi composte da un'affermazione e dal suo contrario, di relativismo e uso «sovversivo» delle fonti. Per questo Agnon si rivela sempre un'esperienza eccitante e una sfida per i lettori, gli studiosi e i creativi, e continua a essere una fonte di ispirazione per chiunque.
dalla prefazione di Abraham B. Yehoshua

L'epos dell'immigrazione ebraica in Terra Promessa, la Palestina nei primi anni del Novecento. Grandi illusioni, poco lavoro, molta miseria. E più di settanta lingue che si incrociano in un territorio ancora governato dall'impero ottomano. Tra Giaffa (l'odierna Tel Aviv) e Gerusalemme si snodano le vicende di Isacco Kumer, giovane di belle speranze arrivato dalla Galizia, quelle dei suoi amici e dei suoi amori: la russa Sonia, colta ed emancipata, la splendida Shifra, figlia di un rabbino ultraortodosso. E poi c'è Balac: un cane randagio che pensa e sogna come un uomo, uno dei personaggi più belli e originali nella storia della letteratura.
Il tutto raccontato in una lingua sempre inventiva e straordinariamente ironica.

Commenti

madago 18/01/2011 13:12

E¿ davvero una storia particolare. Più che un romanzo è piuttosto un lungo racconto orale; sono frequenti le ripetizioni e le ricapitolazioni, l¿ uso della prima persona plurale, il linguaggio semplice. La formazione hassidica di Agnon è la base stessa del suo genere di linguaggio, ne costituisce il paradigma, e ricorrono, come in questo tipo di letteratura, i testi delle preghiere e dei libri ebraici. Eppure c¿ è qualcosa di più, molto di più. Non è tanto il contrasto tra la laica Giaffa e la pia Gerusalemme, o la differenza tra le due donne Sonia e Shifra. C¿è una ironia superiore a tutto ciò. E dell¿ umorismo. Ed un profondo amore per la natura. E una nostalgia per la giovinezza. In alcuni momenti surreale come la materia stessa dei sogni, come il pensiero stesso. Soprattutto il silenzio del Santo, che sia benedetto:¿Con il farsi della notte il Santo posiziona ed accende le stelle ad una ad una. E si fa un baffo di tutto¿. E altrove: ¿Dal momento in cui sono scesi in terra promessa i figli di Israele non hanno più visto scendere la manna¿ Il cane Balac è l¿ invenzione più bella. Balac non ama la carne fritta nel burro e conosce tutta la Torah a memoria, eppure pensa, dopo aver morso Isacco: ¿che strano, l¿ uomo è fatto di una materia speciale, eppure la sua carne non è diversa da quella degli altri animali¿ Come se la condizione umana sia immensamente più vicina a quella animale che alla ben più luminosa silenziosa e incommensurabilmente lontana condizione divina. Armarsi di coraggio e leggerlo.


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