Copertina

Sergio Luzzatto


Gabriele Pedullà


Atlante della letteratura italiana

I. Dalle origini al Rinascimento


2010
Grandi Opere
pp. 862
€ 85,00
ISBN 9788806185251

A cura di Amedeo De Vincentiis
Redazione: Anna Maria Farcito
Traduzione di Lorenzo Biagini
Traduzione di Amedeo De Vincentiis
Traduzione di Flavio Santi

La mappa dei territori, le traiettorie di lunga durata e l'importanza dei momenti di svolta. Una dimensione completamente inedita della nostra storia letteraria.

«La letteratura italiana non è mai stata raccontata così».
Stefano Bartezzaghi, la Repubblica

Il libro

I protagonisti di una civiltà letteraria, anche i più originali, non vivono mai isolati. Sono maestri o allievi, sono intellettuali in competizione fra loro o solidali nella lotta per una certa idea di letteratura e, magari, di società. Nessuna isola è un'isola, ogni scrittore è riconducibile a un mondo.
Le mappe, i grafici e i racconti che compongono questo Atlante della letteratura italiana individuano, attraverso la geografia, le trame della nostra cultura letteraria, e strada per strada, città dopo città, collocano nel posto preciso del tempo e dello spazio tutto quanto contava nel paesaggio sociale e mentale di scrittori e intellettuali.

«Pensata nello spazio oltreché nel tempo, la storia della letteratura italiana assume un profilo estremamente mosso, che restituisce tutto il loro rilievo alle presunte periferie di un'Italia troppo a lungo disegnata intorno a un unico asse toscano. Ne emerge un dato evidente e mai messo a fuoco con tanta nettezza, anche se da tempo risaputo: l'Italia letteraria ha conosciuto, dal Duecento all'Ottocento, una geografia policentrica, come non è avvenuto per nessun altro paese europeo; ha ruotato, spesso e lungamente, intorno a città diverse da Firenze o da Roma, o addirittura esterne ai confini della penisola, com'era l'Avignone trecentesca dei papi. Si può dire che fino allo spartiacque del 1860-61, cioè fino alle sorprendenti e quasi mirabolanti vicende che propiziarono l'Unità, la civiltà italiana abbia vissuto al ritmo di una singolare alternanza tra città-perno: capitali in pectore di Italie probabili o improbabili, possibili o impossibili, capitali letterarie elettive che l'Atlante identifica, illustra, e alle quali intesta un'età della nostra storia».

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«Le mappe del nuovo Atlante della letteratura italiana hanno un'ambizione sistematica, dispongono la propria cartografia entro la storia, accompagnano la letteratura italiana per centri maggiori e minori, disegnano paesaggi culturali che il tempo e lo spazio assoggettano a trasformazioni profonde. Propongono una nuova legittimazione della storia more geographico, e perciò dispiegano persocrsi narrativi, accorpano dati e nomi in una cartografia estremamente diagrammatica, costruita come un assemblage di luoghi della memoria».

Salvatore Settis, Il Sole 24 Ore

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«È davvero di importanza epocale la costruzione, che nessuno prima aveva tentato, dell'Atlante della letteratura italiana. Si tratta di un'opera eccezionale da tanti punti di vista, anche per l'originalità dell'impianto, che non si limita a proporre delle carte, ma articola il rapporto tra spazio (la geografia) e tempo (la storia) attraverso una successione di Eventi, perlopiù fissati in precisa datazione (giorno, mese, anno), che vengono ad assumere un rilievo fortemente significativo (storicamente e geograficamente simbolico».

Giulio Ferroni, l'Unità

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«Mi sono rituffato con voluttà nel mare caldo, ancorchè spesso agitato, della nostra tradizione. Erano vicende che in gran parte conoscevo (molte no, per la verità), ma ogni volta mi apparivano in una voce tutta nuova. Cura non ultima di Luzzatto e Pedullà - che, ciascuno a suo modo, sono anche narratori - è stata la salvaguardia, nel raccogliere queste tante voci, della loro qualità di scrittura; ed è anche per questo che si ha davvero l'impressione, leggendo di stare a teatro. (...)
Siamo solo alla fine del primo atto, insomma, ma già scrosciano gli applausi».

Andrea Cortellessa, ttL

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«E invece, udite udite, è un volumone divertente oltre che istruttivo, si legge volentieri, saltabeccando avanti e indietro, e andando a spulciare notizie tra cronologie e geografie. Perchè l'Atlante è l'incrocio tra le due dimensioni, lo spazio e il tempo».

Paolo Di Stefano, Corriere della Sera

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Comitato scientifico: Mauro Bersani, Amedeo De Vincentiis, Erminia Irace, Michele Luzzatto, Sergio Luzzatto, Gabriele Pedullà, Domenico Scarpa

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