Samuel Beckett![]() Teatro completoDrammi. Sceneggiature. Radiodrammi. Pièces televisive Biblioteca della Pléiade pp. LXXVI - 936 € 95,00 ISBN 9788844600143 Indice
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Note a cura di Paolo Bertinetti
Contributi di A. Schneider
Contributi di Theodor W. Adorno
Contributi di Jan Kott
Contributi di Wolfgang Iser
Contributi di A. Alvarez
Contributi di J. Knowlson
Contributi di Y. Takahashi
Contributi di M. Esslin
Contributi di A. Simon
Contributi di Bernard Dort
Contributi di Aldo Tagliaferri
Introduzione di Paolo Bertinetti
Traduzione di Carlo Fruttero
Altre edizioni:
Teatro. 2005. ET Teatro
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[...] sulla scena il personaggio che dice «je» per forza di
cose non c'è piú. Beckett è scomparso dietro le quinte e la
parola è tutta alle sue creature. Le quali, dunque, giungono
finalmente a persuaderci per il solo fatto che le possiamo
vedere in carne e ossa e constatare che non sono l'autore. E
in nessun luogo meglio che davanti a una ribalta illuminata
potranno offrire una «resa» dell'assurdo adeguata, lontana
da ogni self-consciousness.
Oltre a questa possibilità di pieno distacco, di liberazione,
offerta a uno scrittore letteralmente paralizzato (si vedano in
particolare i Textes pour rien) dalla coscienza di sé e ossesionato dal bisogno di «altro», il teatro dà modo a Beckett
di tradurre in termini quanto mai efficaci quella che sembra
essere una delle sue astrazioni favorite: l'immobilità del tempo. Nei romanzi questa pietrificazione, tentata suggerita e oggettivata con vari accorgimenti e spesso apertamente proclamata, il lettore, pur comprendendola, non arriva mai a sentirla, se non, in generale, sotto forma di profonda noia. Mentre in teatro, dove il rapporto drammaturgo-spettatore è ben
diverso da quello, di collaborazione attiva, tra romanziere e
lettore, egli in primo luogo è già disposto a subirla: passivamente (è seduto, è al buio) e poi la vede coi propri occhi, installata in mezzo a uomini come lui, che portano in tasca
l'orologio e il calendario.
Carlo Fruttero
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