Martin Amis![]() La vedova incintaDentro la Storia
2011
Supercoralli pp. 432 € 22,00 ISBN 9788806177959
Traduzione di Maurizia Balmelli
Chi racconta questa storia giura che è reale.
Altre edizioni:
La vedova incinta. 2011. EBOOK Narrativa Italiana
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«Nel libro Keith si chiede se la bellezza abbia abbandonato
il mondo: se lo ha fatto, è appena tornata in forma di
letteratura grazie a questo singolare, scintillante romanzo».
The New York Times Book Review
«State indietro e preparatevi ai fuochi d'artificio».
The Sunday Times
Questa è la storia di un trauma sessuale.
Non era più di primo pelo quando gli
accadde, era un adulto fatto e finito; e
consenziente - assolutamente consenziente.
Ma non per questo non ne è stato
segnato: Keith ha poco più di vent'anni
durante quell'estate torrida, infinita
ed eroticamente decisiva che trascorre in
un castello italiano insieme alla sua ragazza,
un'amica e un variegato manipolo di
altri personaggi degni di una commedia
shakespeariana. Qualche escursione, un
ozioso tuffo in piscina e non resta molto
con cui occupare il tempo se non flirtare
con gli altri giovani della compagnia e
abbandonarsi alle proprie ossessioni.
Due, nel caso di Keith: il sesso e la letteratura.
Sono anni in cui l'educazione sentimentale
inizia a esser declinata come un
bollettino di guerra: quella tra i sessi naturalmente,
di cui Keith si trova a essere
volenteroso ma smarrito fantaccino spedito
a un fronte mai come allora in movimento.
Un eccitante (o angosciante) interregno
sospeso tra il ritiro dell'ancien
régime sessuale cacciato dalla rivoluzione
dei costumi e l'instaurarsi di un nuovo
governo: del resto, come dice il poeta,
«il mondo uscente non lascia eredi,
bensí una vedova incinta».
E poi c'è la letteratura: la conquista
faticosa, perennemente inconclusa, di un
proprio stile, di una propria voce che riecheggi
quella dei padri (ripercorsi uno
dopo l'altro come in un particolareggiato
compendio della materia) ma che da loro non si faccia sopraffare. In questo
senso La vedova incinta è anche un romanzo
di formazione in cui la sostanza
stessa della scrittura, con la sua labirintica
ricchezza stilistica, i cambi di registro,
le molteplici stratificazioni e allusioni,
diventa allegoria della conquista.
Il sortilegio del tempo trasforma il passato
in qualcosa «di ricco e di strano», dice
un altro poeta (in tanti occhieggiano
fra le pagine di questo libro), e a volte
può anche capitare di trarne qualche precetto.
Regola numero uno: la cosa più importante
che abbiamo è la nostra data di
nascita. Che ci colloca dentro la Storia.
Regola numero due: prima o poi ogni vita
umana si fa tragedia, talvolta prima,
sempre poi.
Seguiranno altre regole.
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