Copertina

Mario Vargas Llosa


Avventure della ragazza cattiva


2006
Supercoralli
pp. 360
€ 18,00
ISBN 9788806183776

Traduzione di Glauco Felici

Una magistrale prova di scrittura, una storia d'amore estremo sullo sfondo della «nostra» storia, dagli anni Sessanta in poi.

Altre edizioni: Avventure della ragazza cattiva. 2007. Super ET

Il libro

«Io, in un impeto di confidenza, gli avevo appena raccontato, senza dettagli e senza nomi, che da molti anni ero innamorato di una donna che appariva e scompariva nella mia vita come un fuoco fatuo, incendiandola di felicità per brevi periodi, e, dopo, lasciandola secca, sterile, vaccinata nei confronti di qualsiasi altro entusiasmo o amore».
Ricardo è irrimediabilmente innamorato di una «ragazza cattiva». Lei trasforma la sua vita in un inferno, ma in quell'inferno Ricardo trova tutto ciò di cui dovrà vivere: passione, gioia, amicizia, follia, disperazione, sesso, delirio.

Un'indimenticabile storia d'amore, una passione estrema, percorre e stravolge la vita di Ricardo. Un racconto che inizia nel 1950, quando il giovane peruviano scopre di essere innamorato di una ragazza cattiva, una niña mala che lo fa impazzire con il suo charme, ma gli dice sempre di no. Le loro strade si separano, Ricardo realizza molto presto il suo sogno: andare a vivere a Parigi. Ma la niña mala riappare anche qui, in una nuova versione: è una militante del Mir in partenza per Cuba dove verrà addestrata alla guerriglia. Da allora, nella vita di Ricardo, si alternano il lavoro di interprete e i tormenti e le gioie che la ragazza cattiva gli infliggerà.
Ciò che cattura e trascina il lettore, in questa nuova prova di Vargas Llosa, è la capacità di tracciare un ritratto vivo e palpitante del mondo europeo e latinoamericano, dagli anni Sessanta a tutti gli Ottanta: con protagonisti ed eventi reali (il capo guerrigliero Guillermo Lobatón, ad esempio, o l'editore Mario Muchnik, e il Sessantotto parigino) e altri di fantasia (come il piccolo vietnamita adottato da una coppia francese, muto, che riacquista la voce grazie all'amicizia della niña mala), che insieme congiurano a creare l'affresco credibile e illuminante di quelle stagioni, di quelle storie, di quelle convinzioni.
Un'ispirata rievocazione (con inevitabili accenni autobiografici), condotta senza nostalgie ma con lucida intensità, sostenuta da una scrittura che si fa sempre più limpida e rarefatta, sempre più essenziale. Ed è proprio la scrittura a diventare alla fine protagonista: soltanto quando la vicenda con la misteriosa niña mala giunge a conclusione, Ricardo potrà sfruttare tutta la sua esperienza vitale e affrontare quello che è sempre stato il suo sogno vero: scrivere.

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