Copertina

Mario Avagliano


Marco Palmieri


Gli internati militari italiani

Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945


2009
Passaggi Einaudi
pp. LXVI - 338
€ 20,00
ISBN 9788806202361

Introduzione di Giorgio Rochat

Un caso unico la scelta della grande maggioranza dei 650000 militari italiani che nel 1943, dopo l'armistizio, rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale italiana al prezzo della prigionia nei lager nazisti. La tragedia dell'8 settembre, i dilemmi della scelta, la dura vita nei campi nelle testimonianze «a caldo» degli internati militari italiani.

Il libro

«La rivendicazione della Resistenza antifascista si è ridotta per decenni al dibattito politico sulla guerra partigiana. Negli ultimi anni registriamo il recupero di una dimensione più ampia. Contiamo la resistenza contro i tedeschi delle forze armate all'8 settembre. Poi la guerra partigiana e la deportazione politica e razziale nei lager di morte. La partecipazione delle forze armate nazionali alla campagna anglo-americana in Italia. E infine la resistenza degli Imi nei lager tedeschi: le centinaia di migliaia di militari che invece della guerra nazifascista scelsero e pagarono la fedeltà alle stellette della patria. Le stellette a cinque punte sul bavero della divisa (piccoli pezzi di metallo povero o un quadratino di stoffa) sono il simbolo tradizionale dei militari italiani. La fedeltà alle stellette fu la motivazione più comune e diretta della grande maggioranza dei 650000 militari italiani che preferirono la prigionia nei lager tedeschi al passaggio dalla parte nazifascista. Questi 650000 prigionieri erano degli sconfitti che avevano vissuto il fallimento del regime fascista, la misera fine delle guerre di Mussolini, lo sfacelo delle forze armate all'8 settembre. Tutti avevano ragione di sentirsi traditi dal re e da Badoglio, che li avevano abbandonati senza ordini agli attacchi tedeschi. Ciò nonostante, una grande maggioranza di questa massa di sbandati preferì la fedeltà alle stellette e la prigionia nei lager». (Dalla Prefazione di Giorgio Rochat)

Commenti

Sabina 09/02/2010 13:06

Il libro è davvero molto bello,oltre ad essere una testimonianza estremamente importante su un tema purtroppo trascurato. Curata e chiara la trattazione storica, significativa ed efficace la suddivisione delle testimonianze nelle varie parti. Le lettere sono toccanti, commoventi, alcune di una bellezza e di una poeticità incredibile. Un ringraziamento a Palmieri, Avagliano e a Rochat. Oltre, chiaramente, agli Autori delle lettere.


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