Jerome David Salinger![]() Il giovane Holden
2001
Supercoralli pp. 238 € 18,00 ISBN 9788806158286
Traduzione di Adriana Motti
«Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle belle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto». |
Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto - quaranta dall'uscita
in Italia -ma quell'ansia, cosí magistralmente colta da Salinger dialogando con i
piú giovani, ci è ancora vicinissima. Continuiamo a vederlo, Holden
Caulfield, con la sua aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo,
lui e la sua «infanzia schifa» e le «cose da matti che gli sono capitate verso
Natale», dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in
tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da
quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore
rabbioso ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Siccome non lo
sappiamo con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto
il protagonista a «exemplum vitae», e ciò ne ha decretato l'immenso successo
che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto
il corso della letteratura contemporanea influenzando l'immaginario
collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile
per la comprensione del nostro tempo.
In Italia, parte della sua fortuna il romanzo la deve alla traduzione di Adriana Motti. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso
i suoi «e tutto quanto», «e compagnia bella», «e quel che segue» per tradurre
sempre e soltanto l'espressione «and all». Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di «una cosa da lasciarti secco» o «la vecchia Phoebe». A distanza di quarant'anni dall'edizione italiana, Einaudi
ripropone Il giovane Holden, a celebrare uno dei grandi libri del Novecento che tanto ha ancora da dire negli anni Duemila.
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