Copertina

Giulio Busi


Raphael Ebgi


Giovanni Pico della Mirandola

Mito, magia, qabbalah


2014
I millenni
pp. CVI - 454
€ 80,00
ISBN 9788806198381

Eccentrico già agli occhi dei contemporanei, Pico è sempre stato un pensatore difficile da collocare. Ricco, esibizionista, uomo di mondo e «dilettante di genio», il Conte della Mirandola è, dopo piú di cinque secoli, una sorta di ospite illustre e scomodo della cultura italiana.

Il libro

Lorenzo de' Medici, tra i pochissimi che riuscirono a confrontarsi con lui (quasi) alla pari, lo definí «istrumento da sapere fare il male et il bene» e Pico, di cui tanto si è parlato e scritto, ci appare ancora come un enigma. L'Orazione sulla dignità dell'uomo è considerata uno dei testi piú rappresentativi del Rinascimento, ma il resto della sua opera - in tutta la sua lussureggiante erudizione - rimane quasi inaccessibile, tanto ricco da sconcertare e confondere. Con questo libro viene per la prima volta individuata una chiave interpretativa forte, che pone al centro delle riflessioni pichiane l'intreccio tra mito, magia e qabbalah: i tre gradini piú alti della scala sapienziale disegnata dal Conte. Dal Bacio al Vino, passando per Bacco, Muse e Veneri, il volume è organizzato come un dizionario, per lemmi, e a ogni voce corrisponde una selezione di brani di Pico sul tema. In un commento apposito si offre poi un'analisi del «Pico visivo», ovvero del rapporto tra le idee del Conte e alcuni capolavori dell'arte quattrocentesca. Con lo strumento dell'antologia dell'antologia, Busi ed Ebgi affrontano l'aggrovigliata matassa del pensiero di Pico. E riescono a districarla come finora non era ancora successo.

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