Gianni Rodari![]() Il cavallo saggioPoesie epigrafi esercizi
2011
ET Pop pp. XII - 76 € 11,00 ISBN 9788806205720
A cura di Carmine De Luca
Prefazione di Edoardo Sanguineti
«Guadavamo i fiumi gialli, |
Questa mirabolante raccolta di poesie sprigiona il consueto genio
compositivo di Rodari in forme stralunate e ludiche. La prima parte del
libro si intitola Poesie lepidarie: come ricorda Sanguineti nella sua prefazione,
«non c'è niente di meglio che aggrapparsi saldamente a un
gergo "codificato e organizzato", a un codice chiuso di alti stereotipi, il
piú morto e mortuario possibile, qual è quello epigrafico, e sovvertirlo
devolvendolo in parodia a fabbricare messaggi rovesciati, abnormi, derisori
». E cosí queste lapidi non parlano di morti: parlano ad esempio
della maestra Enrichetta Travaglia che «sporgevasi in vestaglia» e di
cui si ricorda che «la sera istessa sul lungomare I perdeva le galosce».
Oppure sono dedicate «A Filiberto Zeta I filologo e poeta I che di questa
tranviaria vettura I per anni diciassette mesi due giorni tre I servivasi
senza paura».
La seconda e piú ampia parte del volume si intitola Materia prima; qui i
giochi verbali, i rovesciamenti e la parodia confermano le ascendenze
avanguardiste di Rodari e ribadiscono quanto egli credesse nel potere
liberatorio del riso, ma soprattutto nel valore critico del comico: «Eravamo
sette e sette, I tutti giovani e gagliardi, I coi pennini nelle ghette
I per illudere i ghepardi». O ancora: «Commendator, lei sale? I No, grazie,
pepe sol. I Lo sale mi fa male I e l'insalata duol».
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