Copertina

Georges Canguilhem


Il normale e il patologico


1998
Biblioteca Einaudi
pp. XLIX - 292
€ 24,00
ISBN 9788806148645

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Introduzione di Mario Porro
Saggio su alcuni problemi riguardanti il normale e il patologico (1943): Prefazione alla seconda edizione. - Introduzione. - Parte prima. Lo stato patologico è soltanto una modificazione quantitativa dello stato normale? - l. Introduzione al problema. II. Auguste Comte e il «principio di Broussais». III. Claude Bernard e la patologia sperimentale. IV. Le concezioni di René Leriche. V. Le implicazioni di una teoria. - Parte seconda. Esistono le scienze del normale e del patologico? - l. Introduzione al problema. II. Esame critico di alcuni concetti: del normale, dell'anomalia e della malattia, del normale e dello sperimentale. III. Norma e media. IV. Malattia, guarigione, salute. V. Fisiologia e patologia. Conclusione. Nuove riflessioni sul normale e il patologico (1963-66): Venti anni dopo. l. Dal sociale al vitale. II. Sulle norme organiche nell'uomo. III. Un nuovo concetto in patologia: l'errore. Epilogo. - Bibliografia. - Indice dei nomi.
Postfazione di Michel Foucault.



Introduzione di Mario Porro
Postfazione di Michel Foucault
Traduzione di Dario Buzzolan

Il fondamentale studio del celebre epistemologo francese Georges Canguilhem, un'opera continuamente ripresa ed interrotta, pubblicata per la prima volta nel 1943 e ripubblicata in seguito con aggiunte e integrazioni nel 1966. Libro sul crinale tra filosofia e scienza, Il normale e il patologico cerca di portare un contributo alla spiegazione della differenza fra questi due concetti esaminando il modo in cui si sono sviluppati nella fisiologia e nella biologia del XIX e XX secolo.

Il libro

Il normale e il patologico costituisce l'opera fondamentale di Georges Cannguilhem, storico e filosofo della biologia, successore di Gaston Bachelard alla Sorbona. Il saggio, un autentico classico del pensiero del nostro tempo, si colloca a metà strada tra filosofia e scienza e intende demolire le pretese della medicina positivistica di definire la malattia come pura differenza quantitativa rispetto a norme oggettive, radicandola invece nell'esperienza del soggetto quale individuo vivente. Canguilhem preparava cosi la strada alle ricerche del suo maggiore discepolo, Michel Foucault, sulla follia e lo sguardo clinico. Dalla riflessione sulla norma e l'errore Canguilhem svilupperà anche le sue considerazioni epistemologiche e storiche in campo biologico, rivalutando la funzione del vitalismo e ricostruendo il processo di formazione dei concetti riguardanti la vita. Senza tale riflessione, ha rilevato Foucault, diventa incomprensibile gran parte del dibattito filosofico francese degli ultimi decenni fra marxismo, strutturalismo e psicoanalisi.

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