Filippo Strumia![]() Pozzanghere
2011
Collezione di poesia pp. 132 € 12,50 ISBN 9788806198756
Siamo atomi migranti, |
Le pozzanghere riflettono le luci dell'universo: «quello che capita | a volte un po' di luna | e le ombre dei randagi casuali». Sono un simbolo forte del panteismo eccentrico di Strumia, dove i meccanismi cosmici si manifestano, con un po' di mistero e molto understatement, nelle forme di esistenza minime e meno appariscenti. Per questo l'uomo trova uno specchio straniante ma anche profondamente veritiero negli insetti o addirittura nei batteri, in un fossile o in un grumo di resina.
«Siamo atomi migranti»: sembra la sintesi poetica del famoso racconto di Primo Levi sul carbonio. Quella di Strumia è una visione scientifico-materialista del mondo, ma non per questo meno segreta, piena di simboli indecifrabili. La sua poesia è lontana dalla tradizione lirica: l'io che viene rappresentato è frantumato e attraversato da forze conosciute e sconosciute, e viene sempre descritto da punti di vista dislocati apparentemente altrove, anche se proprio questi altrove sono l'unica possibile forma di identità.
In questa direzione vanno la continua invenzione linguistica, la sfrenata fantasia delle immagini e delle associazioni, i cambi di ritmo, le sonorità incalzanti. Una brillantezza mai gratuita, che è tutt'uno con il lavorio del pensiero e le sue brucianti accensioni in presa diretta.

Roma (RM). Alberto Asor Rosa incontra Filippo Strumia in occasione della pubblicazione del suo libro Pozzanghere presso l'Aipa (via Pisanelli, 1) alle ore 21. Interviene Clementina Pavoni.
Commenti
Non ci sono ancora commenti per questo titolo. Se vuoi, inserisci tu il primo.