David Foster Wallace![]() Il re pallidoUn romanzo incompiuto
2011
Stile libero Big pp. XII - 716 € 21,00 ISBN 9788806203351
Traduzione di Giovanna Granato
L'ultimo meraviglioso atto creativo dello scrittore
piú amato e venerato della sua generazione,
morto suicida nel 2008. |
«La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale,
mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo
di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé
di grandi forze e che il tempo passa incessantemente
e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà
piú e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore
della gioventú e presto anche l'età adulta, che tutto quello
che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene,
tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via
questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io,
chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo piú veritiero
di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire
come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno...».
La trasfigurazione in forma narrativa
di un anno che David Foster Wallace,
nel bel mezzo degli studi universitari, trascorse
lavorando per il Centro controlli regionale
dell'Agenzia delle Entrate di Peoria, nell'Illinois.
Un romanzo labirintico, che tra finte prefazioni
e digressioni, minuziose descrizioni
che ricordano i cataloghi dell'epica antica
e sintesi fulminanti, riesce a trasformare
gli eventi piú ordinari in avventure miracolose.
Una gigantesca macchina tra saggio e racconto,
popolata da un'umanità insieme buffa e dolente
e sorretta dall'ambizione quasi filosofica
di raccontare la noia, ossia tutto ciò
che di solito viene escluso dalle storie perché
ritenuto privo di interesse. E che qui viene
evocato con prodigiosa empatia,
nel suo inscindibile misto di banalità e dignità.
«Il re pallido è uno dei libri piú tristi e adorabili
che abbia letto. Provate a leggerlo anche voi,
e vi ritroverete ancora in piedi a notte fonda,
perché DFW scrive frasi e a volte pagine intere
che tolgono il respiro...»
Benjamin Alsup, «Esquire»
«Profondamente malinconico, filosofico,
brillante da levare il fiato, comico, esasperante
ed elegiaco, Il re pallido è l'opera piú
emotivamente coinvolgente di Wallace».
Michiko Kakutani, «New York Times»
«David Foster Wallace sceglie la più antiromanzesca delle ambientazioni: l'ufficio americano delle tasse, dove aveva lavorato un anno. Ma nulla - neanche le scartoffie e le partite doppie - fa da ostacolo alla sua bravura e al nostro divertimento».
Mariarosa Mancuso, «Style Magazine»
Commenti
Nel sito dell'Archivio DFW Italia abbiamo appena cominciato una lettura collettiva de "Il Re Pallido" http://archivio-dfw.tumblr.com/pale-winter Si accettano ritardatari.