Daniele Del Giudice![]() Lo stadio di Wimbledon
1996
ET Scrittori pp. 131 € 7,00 ISBN 9788806141097 "Tra gli scrittori italiani di oggi, Daniele del Giudice è l'unico a narrare secondo un'idea" (Pietro Citati). |
Il protagonista è un giovane che si mette sulle tracce di un personaggio singolare, amico di Saba e Montale e incontra le persone che lo conobbero, reticenti o evasivi custodi di un mistero. Di lui rimane un'invincibile fascinazione e nessun libro. Trieste, dove il viaggio comincia per terminare a Londra, riserva soprese e il silenzio di una vita trascorsa "nonostante" la letteratura. Arrivare al centro dell'esistenza di quell'uomo sfuggente, che preferì la vita alla letteratura, vorrà dire per il viaggiatore aver scoperto una rinata possibilità di guardare e raccontare il mondo, partire dalla rinuncia del libro per giungere a un romanzo, tocando il nodo di una realtà fluttuante, fatta di sospensioni e accelerazioni, di interrogazioni che provocano altre interrogazioni.
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È il romanzo d'esordio dell'allora sconosciuto Del Giudice: la prima edizione uscì per i Nuovi Coralli dell'Einaudi nel 1983. La storia è la ricerca e la ricostruzione della vita di un intellettuale, di nome Bazlen, nelle riflessioni e nei ricordi di coloro che lo hanno conosciuto e amato, e le cui vite sono state dal medesimo attraversate non senza lasciare un segno indelebile. Attraverso le atmosfere tratteggiate dalle testimonianze dei personaggi incontrati si rivelano le motivazioni dello scrivere e del vivere di Bazlen, autore che ha deliberatamente scelto di non scrivere, ma di fare della sua vita (e della vita degli altri) la sua opera. Con questo lungo racconto Del Giudice dimostra che c'è una necessità di scrivere. E lo fa dando corpo e spessore alle immagini. Egli non scrive per raccontare ma racconta con la sua scrittura. Lo stile, dietro il quale si scorge Calvino che è anche autore di una nota al testo, è a tratti freddo, quasi ghiaccio asciutto. La capacità di rievocazione è però una musica lieve che accompagna il lettore da Trieste a Londra e qui, a Wimbledon Park, anch'esso un luogo il cui presente affonda e si perde nella densità della sua tradizione.